Primi segnali di riscatto dall'export

del vino italiano nei Paesi extra-Ue grazie a un terzo trimestre

in forte accelerazione (+8% tendenziale a valore), spinto

soprattutto dal deciso balzo del mercato americano (+17%).

Sebbene il bilancio dei primi 7 mesi rimanga in territorio

negativo (-5,3% il valore sul pari periodo 2025, secondo Istat),

il rimbalzo estivo negli Stati Uniti consente di dimezzare le

perdite accumulate da inizio anno verso Washington. E' la

fotografia scattata dall'Osservatorio Uiv su elaborazione di

dati provvisori della Ue.

Secondo l'analisi le spedizioni verso i mercati terzi

guadagnano nel periodo luglio-settembre quasi l'8% tendenziale a

valore: una progressione che permette di ridurre il gap

accumulato da inizio anno, ora a -3% (circa 3,3 miliardi di euro

per oltre 740 milioni di litri). Protagonista assoluto del

rimbalzo, il ritorno della domanda Usa, che nel trimestre estivo

mette a segno un incremento nei valori commercializzati di quasi

il 17% (+6,6% i volumi). Una performance che dà respiro alle

imprese italiane, da 18 mesi sotto pressione nel primo mercato

al mondo per domanda di vino. A guidare la fiammata a stelle e

strisce sono soprattutto i vini rossi (+33% in valore), anche se

la ripresa sembra legata più alla necessità dei distributori di

riempire i magazzini che a un reale aumento dei consumi al

dettaglio

Il quadro tracciato evidenzia luci e ombre per i produttori

nazionali.

Per il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto

Frescobaldi: "I dati provvisori sono positivi rispetto a

un'estate 2025 da incubo, ma per parlare di normalizzazione del

mercato bisogna aspettare".

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