(di Paola Lo Mele)

Superare il 3% ed essere determinante

per la vittoria del centrodestra alle prossime politiche. Cateno

De Luca battezza la nuova formazione Sud Chiama Nord-Sindaci

d'Italia e suggella l'alleanza con Giorgia Meloni, facendo un

pronostico circostanziato: "Si voterà il 9 e 10 maggio"

nell'ambito di un "election day". La premier gli invia un lungo

videomessaggio di benvenuto: i sindaci sono "eroi", dice, "sono

il primo volto con cui lo Stato si mostra ai cittadini - afferma

la presidente del Consiglio -. Grazie per aver scelto di mettere

la vostra esperienza, determinazione e testardaggine al servizio

di un progetto più grande. So che vuol dire fondare un movimento

politico (la lista "Sindaci d'Italia-Sud Chiama Nord" di Cateno

De Luca, ndr) e vi devo riconoscere una bella dose di coraggio,

forse anche un pizzico di follia".

Meloni si rivolge agli amministratori accorsi a Roma per la

convention di Sud Chiama Nord, non facendo mistero del fatto che

"tra il centrodestra e alcune realtà territoriali ci sono storie

distinte e percorsi civici differenti. Ma è esattamente per

questo - scandisce - che il vostro contributo al progetto che

stiamo portando avanti per l'Italia ha un valore particolare.

Perché l'Italia si governa con i territori". Poi un passaggio

sul Sud che "in questi anni è cresciuto più del resto d'Italia"

anche grazie a quei "provvedimenti che ne hanno sostenuto il

dinamismo, come la Zes unica".

De Luca, che in giornata incassa l'endorsement anche del

ministro della Difesa Guido Crosetto, fa un annuncio che spiazza

la platea: ha sentito Renzo Bossi, figlio di Umberto, e gli ha

offerto una candidatura per il Parlamento, che lui starebbe

valutando. Quindi, mostra una foto con il fondatore della Lega e

rilancia la "battaglia" sulle autonomie, "contro il centralismo

e per le nostre identità". Ad ascoltarlo in platea c'è anche

Mario Borghezio.

Nominato portavoce unico della nuova formazione politica, De

Luca ne svela il logo, (un simbolo in cui campeggia il suo nome,

seguito da "Sindaci d'Italia" e "Sud Chiama Nord per le

autonomie") e chiude la convention con un discorso lungo e

infuocato. Attacca duramente sia Roberto Vannacci (il capo di un

"partito di cazzari" che dovrebbe ricominciare la carriera

politica facendo "il consigliere comunale"), sia Alessandro

Onorato, l'assessore romano leader di Progetto Civico, fautore

di "un finto-civismo da salotto". Un fiume in piena, insomma,

che frutta a Cateno l'epiteto in sala di "Toro scatenato" o

"Scateno".

La partita siciliana e quella italiana - giura il leader di

Sud Chiama Nord - non si incrociano. "Io non sono qui per avere

l'appoggio del centrodestra per fare il presidente della Regione

siciliana - chiarisce -. Sono qui perché sono fermamente

convinto che con il centrodestra noi possiamo realizzare il

sogno e il progetto di avere un'Italia delle autonomie e quindi

preservare e realizzare quello che rappresentiamo: i territori".

"Noi siamo pronti ad esprimere la nostra identità", "la nostra

presenza deve essere davvero determinante. Questo vuol dire

navigare in mare aperto", "essere Ulisse e non Checco Zalone".

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