Le Commissioni Bilancio di Camera e Senato svolgono le seguenti audizioni presso la Sala del Mappamondo della Camera per l’attività conoscitiva preliminare all’esame del Documento programmatico di finanza pubblica 2026, ai sensi dell’articolo 118-bis, comma 3, del Regolamento della Camera e dell’articolo 125-bis, comma 3, del Regolamento del Senato:
Giorgetti: 'La manovra sarà definita dopo la chiusura della procedura Ue sulla Nec. Fiduciosi nell'interpretazione delle regole per una nuova flessibilità'
"La procedura europea di approvazione della richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, come delineata dal regolamento sul braccio preventivo della nuova governance, non è ancora conclusa, dovendosi attendere la formale approvazione del Consiglio: è in questo contesto e all'interno di tale procedura che deve essere letto il contenuto programmatico del Dpfp". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sul Dpfp.
"La composizione della manovra sarà quindi definita alla luce del completamento della procedura europea - ha aggiunto - ed elementi saranno forniti nel Documento programmatico di bilancio (Dpb) che, a breve, il governo trasmetterà al Parlamento e alle Autorità europee".
"E' importante sottolineare che, al netto degli effetti derivanti dall'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, l'indebitamento netto si manterrebbe stabilmente al di sotto del 3% del Pil lungo l'intero orizzonte di previsione: se confermata nell'aggiornamento delle previsioni del prossimo aprile, tale circostanza consentirebbe - insieme alla notifica di un deficit inferiore al 3 per cento nel 2026 - la chiusura della procedura per deficit eccessivo", ha chiarito, precisando che al momento della predisposizione del Dpfp, "il confronto con la Commissione europea non aveva ancora consentito di definire in via conclusiva il perimetro degli interventi riconducibili, in particolare, alla clausola per la sicurezza energetica".
"Siamo fiduciosi che, attraverso gli opportuni approfondimenti tecnici, sia possibile individuare, sempre nell'ambito della clausola nazionale di salvaguardia, un'interpretazione delle regole che tenga adeguatamente conto di questi elementi, fermo il rispetto della sostenibilità della finanza pubblica", ha commentato parlando dei "nodi irrisolti della nuova governance" con un sentiero di evoluzione della spesa fissato in termini nominali e la deviazione determinata dall'inflazione "piuttosto intensa".
"Abbiamo scelto di essere attori del dibattito che ha visto diversi Stati membri uniti nel chiedere il riconoscimento di una flessibilità coerente con il contesto che stiamo vivendo, da utilizzare in modo selettivo e responsabile", ha aggiunto spiegando che "le maggiori risorse per la difesa e la sicurezza energetica saranno destinate, in misura significativa, alla spesa in conto capitale, sostenendo gli investimenti e l'occupazione e, di conseguenza, il reddito disponibile reale e i consumi delle famiglie".
"Vorremmo che ci sia la possibilità di utilizzare la Nec anche per andare incontro alle esigenze delle famiglie che hanno avuto questo tipo di shock. Se in Europa dicono no, non c'è problema, le famiglie sopportino, ecco secondo me è una scelta sbagliata". "Ambiremmo - ma non perché lo vuole il governo, ma perché me lo chiedete tutti voi, che nei confronti delle famiglie si possa fare qualcosa. Non so l'esito, è in corso una trattativa con gli uffici della commissione Ue".
"Come mi sono impegnato a promuovere l'attivazione della Nec, mi sono impegnato anche per dare una interpretazione ragionevole esattamente a quella Nec, perché io vivo in mezzo alla gente normale e cerco di portare nelle sedi internazionali i ragionamenti che arrivano dall'esperienza concreta. Non so se ce la faremo, ma questo è il motivo per cui oggi vi dico può darsi che tra due settimane avrà una conformazione o un'altra", ha rimarcato.
L'iperammmortamento sarà "sicuramente non solo prorogato ma ulteriormente rafforzato. Crediamo che, dopo che l'Europa ci ha fatto archiviare l'esperienza di Transizione 4.0- 5.0, sia il più potente strumento per promuovere gli investimenti".
L'economia italiana ha dimostrato una "significativa capacità di tenuta", in uno "scenario contraddistinto da elevata incertezza", ha spiegato Giorgetti. "La credibilità finanziaria del paese, ancora più in fasi come questa, è una risorsa che va preservata. L'Italia ha dimostrato di saper rispettare gli impegni assunti e mantenere un percorso di finanza pubblica sostenibile", ha aggiunto.
"Noi non siamo più nell'età dell'oro in cui gli scostamenti si potevano fare tranquillamente perché non esistevano regole. Non facciamo paragoni con un'epoca in cui l'impatto di stabilità non esisteva", ha avvertito. "Il nuovo patto di stabilità che è stato sottoscritto deve essere confrontato col patto di stabilità che esisteva prima dell'età dell'oro. Che talvolta non è oro, ma diciamo ottone", ha aggiunto spiegando che c'è un vantaggio nel nuovo fatto di stabilità ed è che fa riferimento a un concetto di spesa al netto degli interessi sul debito.
"Il quadro che emerge dal Dpfp è quello di un Paese che, pur trovandosi ad affrontare un contesto internazionale complesso e condizioni finanziarie meno favorevoli, ha continuato a crescere, sostenuto dalla domanda interna e dalla solidità del mercato del lavoro, e può contare su un percorso di finanza pubblica prudente e credibile", ha rimarcato il ministro.
"I dati contenuti nel Documento confermano la prosecuzione del percorso di consolidamento dei conti pubblici, pur in presenza di un quadro macroeconomico ancora esposto ai rilevanti rischi che ho richiamato", ha ribadito. "Per quanto riguarda le previsioni di finanza pubblica, il quadro tiene conto del protrarsi delle tensioni geopolitiche, dei loro effetti inflattivi e della persistente incertezza che ha spinto verso l'alto i rendimenti sovrani. Gli effetti più rilevanti si concentrano sulla spesa per interessi, mentre le altre componenti della spesa registrano variazioni più contenute. Tali dati - ha aggiunto - sono tuttavia compensati dal buon andamento delle entrate, sostenuto dalla resilienza dell'attività economica e dal rafforzamento dell'adempimento spontaneo dei contribuenti".
"Il quadro finanziario internazionale, diventato meno favorevole, si riflette anche e soprattutto nell'evoluzione della spesa per interessi, che è prevista in graduale aumento nel periodo di previsione: dal 4,2 per cento del PIL nel 2026 al 4,6 per cento nel 2029. È un andamento che rende ancora più importante mantenere la credibilità del percorso di finanza pubblica e proseguire nel rafforzamento dell'avanzo primario", ha detto ancora Giorgetti.
"Dal lato della spesa, assume particolare rilievo il profilo degli investimenti pubblici, che nel 2026 sono previsti al 4 per cento del PIL, per raggiungere il 3,9 per cento nel 2027 e poi mantenersi su livelli elevati anche in epoca post Pnrr, al 3,6 per cento nel 2028 e al 3,5 per cento nel 2029. Si tratta di livelli significativi, che riflettono anche la continuità degli impegni assunti nell'ambito del Pnrr - ha aggiunto - e confermano la scelta di preservare la componente della spesa pubblica maggiormente orientata alla crescita e alla modernizzazione del Paese".
"La sfida rimane quella di contemperare due esigenze imprescindibili: da un lato, la prosecuzione del percorso di consolidamento dei conti al fine di preservare la fiducia dei mercati; dall'altro, l'utilizzo degli spazi disponibili per sostenere, con interventi selettivi, gli investimenti, la competitività e le esigenze concrete di famiglie, lavoratori e imprese". "È un equilibrio - ha aggiunto - che richiede sì prudenza, ma soprattutto capacità di individuare con chiarezza le priorità".
Gli interventi che ho sentito da parte dei parlamentari "non tengono in dovuta considerazione le difficoltà, e lo dico con onestà, di fare programmazione in uno scenario che continua a mutare e purtroppo muta in peggio. In questo scenario forse si trascura quanto in questi 4 anni il governo ha fatto di credibilità, che ci permette di affrontare la tempesta su basi più solide", ha quindi commentato rispondendo alle domande dei parlamentari in audizione.
"Non ho mai detto che questo governo ha fatto miracoli. Ho detto che ha tenuto la barca in galleggiamento e lo ribadisco e continuiamo esattamente in questa direzione. E facciamo il passo lungo come la gamba, lo facciamo quando cerchiamo di rispettare gli impegni che ci siamo presi, quando chiediamo lo scostamento, certo ma con consapevolezza", ha evidenziato quindi.
"Una cosa potete contestare al governo, soprattutto l'opposizione, ma non che gonfiamo in numeri. Non sono mai venuto qua a raccontarvi Pil o numeri di fantasia, al contrario sempre abbiamo dovuto adeguare al rialzo le previsioni del governo. Anche questa volta in un anno preelettorale il comportamento del governo è stato questo. Dopodiché io dovrei essere rimproverato dalla maggioranza e giustamente mi daranno del fesso, ma questo profilo di serietà che abbiamo maturato sui mercati e nelle sedi internazionali io continuo a difenderlo perché davanti alla tempesta va difeso".
Upb: 'Rischi al rialzo sulla traiettoria del debito. Margine ridotto per l'uscita dalla procedura d'infrazione'
L'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) ha validato le previsioni macroeconomiche programmatiche del Documento programmatico di finanza pubblica 2026. L'esito positivo è stato comunicato dalla presidente Lilia Cavallari in audizione sul Dpfp davanti alle Commissioni Bilancio congiunte di Senato e Camera dei Deputati. L'esercizio di validazione è stato svolto dall'Upb sulla base delle sue previsioni insieme a quelle appositamente realizzate per l'Ufficio da quattro istituti indipendenti. Lo scenario programmatico è stato validato in quanto le principali variabili macroeconomiche risultano generalmente ricomprese in un intervallo accettabile rispetto alle attese del panel Upb, soprattutto nel 2026-27, mentre vi sono marginali sforamenti del limite superiore nel biennio 2028-29, quando sarebbero lievemente ottimistiche.
"Il rapporto tra debito pubblico e Pil, secondo le simulazioni dell'Upb, inizierebbe a ridursi soltanto nel 2029, un anno più tardi rispetto al quadro delineato dal Dpfp". Lo ha detto Cavallari spiegando che "un ulteriore elemento di rischio è rappresentato dal peggioramento delle condizioni di finanziamento. Sulla base delle aspettative di mercato aggiornate alla media dei dieci giorni precedenti il 2 ottobre, l'Upb stima una maggiore spesa per interessi rispetto al Dpfp, con un incremento di circa 4,5 miliardi nel 2029".
"Con le medesime ipotesi, il rapporto debito/Pil si attesterebbe al 138,4 per cento nel 2029, circa 1,8 punti percentuali sopra la previsione del quadro programmatico. Le simulazioni probabilistiche confermano la presenza di rischi al rialzo sulla traiettoria ufficiale del debito".
"I rischi al rialzo del disavanzo per l'anno in corso appaiono relativamente contenuti. Tuttavia, dato il margine ridotto, anche scostamenti di entità limitata nella parte finale dell'anno potrebbero compromettere l'uscita dalla procedura" d'infrazione", ha affermato Cavallari.
"Dalle informazioni disponibili in ReGiS al 5 ottobre scorso risultano impegnate somme per 193 miliardi e spesi 133,4 miliardi. Dei 59,6 miliardi ancora da spendere, 20 riguardano strumenti finanziari, i cui effetti si manifesteranno in parte oltre il 2026, e 39,6 altri interventi, alcuni destinati a concludersi dopo la scadenza del Piano", ha aggiunto.
"Le economie a oggi accertate ammontano a 3,29 miliardi; ne consegue che le risorse effettivamente impiegate per la realizzazione dei milestone e target (M&T) si riducono a circa 191,1 miliardi e potrebbero diminuire ulteriormente qualora emergessero economie generate dai singoli progetti di cui non è possibile, allo stato attuale, fornire una quantificazione puntuale".
"L'Upb, sulla base di risultanz



