"Scuole occupate, fare come in

Francia". È il messaggio lanciato dal Kollettivo Studentesco

Autonomo (Ksa), emanazione studentesca del centro sociale

Askatasuna di Torino, sgomberato lo scorso dicembre, dopo le

occupazioni di diversi istituti superiori torinesi. "A Torino si

prende esempio dalla Francia: l'aria di rivolta proveniente dal

paese oltralpe ha superato i confini geografici, ridando un

senso di possibilità di rivalsa studentesca anche alle nostre

latitudini", scrive il collettivo in un comunicato diffuso sui

social, citando le mobilitazioni al Lagrange, al Regina

Margherita, al Giulio e al Gobetti. Secondo il Ksa, le

proteste studentesche francesi avrebbero contribuito a

trasformare le contraddizioni presenti nelle scuole in "lotta

aperta. Attraverso i social i contenuti tutti politici legati

alla rivolta francese costruiscono un immaginario di rivalsa

collettiva che ipotizziamo diano le possibilità di un rilancio

generalizzato di riappropriazione giovanile del proprio

protagonismo", sostiene il collettivo. Nel documento il Ksa lega

le mobilitazioni nelle scuole a una contestazione più generale

del modello sociale. "Siamo i figli della crisi, e in questo

contesto, le uniche possibilità di riappropriazione di

decisionalità sulle proprie vite non possono che passare dalla

lotta", si legge. Il comunicato si chiude con un invito ad

allargare la mobilitazione: "Nelle scuole torinesi il messaggio

è chiaro: espandere la lotta e prendersi lo spazio politico per

poter contare: ci vediamo sulle barricate".

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