Se si volesse dar credito alla stampa internazionale il film coreano 'Possible Love' di Lee Chang-dong e 'Naza', docu bomba di Yuval Abraham e Rachel Szor sui cinici esecutori del sistema di attacco alla Striscia di Gaza incurante delle vittime civili, sono ad oggi a pari merito nel Totoleone dell'83/a Mostra del Cinema di Venezia, che si chiude sabato 12 settembre. Il primo, ispirato a uno dei capitoli del Decalogo di Kieslowski con il racconto asciutto di come sia difficile mettere insieme lotta di classe e sesso, aspira con più probabilità alla parte alta della classifica, mentre non è così per Naza, titolo per il quale sicuramente peseranno ragioni politiche ed una certa esposizione che potrebbe infastidire una certa Hollywood.

Maggie Gyllenhaal, presidente di giuria, oltre ad essere di origine ebraica da parte materna, nelle dichiarazioni si è mostrata sempre cauta nel prendere posizione, ma è anche vero che la figlia Ramona l'anno scorso è stata arrestata a una manifestazione pro Palestina. Insomma staremo a vedere. Comunque Naza ha oggi un volano in più: i venticinque minuti di applausi in sala, un record rimbalzato anche sui siti americani.

'Wilde Horse Nine', tra spy story, thriller e commedia, a firma di Martin McDonagh con John Malkovich e Sam Rockwell nei ruoli di due improbabili agenti della Cia in missione in Cile, ha ottime probabilità di approderà nel palmares. In corsa anche lo straordinario Malkovich.

Anche 'Woman Unknown' della regista May El-Toukhy potrebbe entrare nella parte alta dei premi: è diretto da una donna e poi ha una protagonista, Marie, in odor di essere un 'horizontal collaborators', interpretata da una straordinaria Mathilde Arcel da premio. 'Look Back' di Hirokazu Kore-eda, adattamento di un manga cult di Tatsuki Fujimoto, mantiene la sua posizione e potrebbe aspirare ai premi maggiori.

Ma riconoscimenti potrebbero arrivare anche per 'Un bon petit soldat' di Stéphane Brizé con una brava Alba Rohrwacher da Coppa Volpi nel ruolo della nuova responsabile delle risorse umane di una grande assicurazione diretta da Vincent Lindon.

C'è poi 'Bunker' di Florian Zeller, thriller psicologico con protagonisti Javier Bardem e Penélope Cruz nel ruolo di una coppia in crisi da quando al marito, architetto alla moda, viene commissionato da un potente magnate un bunker faraonico da costruire alle Hawaii. Un film perfetto per la sala ma anche con contenuti.

Per gli italiani in pole position: 'L'estranea', thriller/horror di Paolo Strippoli (in corsa anche Valeria Bruni Tedeschi) che resta ancora oggi il meglio accolto dalla stampa internazionale e, a seguire, 'Ritorno a Buenos Aires' di Marco Bechis, passato oggi in concorso con un Adriano Giannini forse nel suo ruolo migliore.

Sempre restando nell'ambito della Coppa Volpi potrebbero correre tra le attrici anche Vanessa Scalera, mattatrice assoluta del film di Edoardo De Angelis 'Il fuoco che ti porti dentro'; le incredibili e sincronizzate sorelle Mara di 'Bucking Fastard' di Werner Herzog.

Sul fronte maschile oltre al già citato e inarrivabile Malkovich, a correre potrebbe essere l'attore minimalista e anti glamour per eccellenza Misagh Zareh, dottore depresso nel bel film iraniano 'A Bit Of Light' Ali Asgari.

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