Attimi di tensione tra manifestanti al sit-in contro il ddl antisemitismo. Tutto è nato quando un partecipante ha sventolato una bandiera di Hezbollah, scatenando le proteste di altri partecipanti al sit in. Pochi istanti dopo la situazione è tornata alla normalità. In un lato della piazza qualche partecipante continua a esporre bandiere di Hezbollah, di Hamas e del Fronte popolare della liberazione della Palestina.

Al grido "Criticare Israele non è antisemitismo" realtà pro Pal, studenti e associazioni sono scesi in piazza a pochi metri da Montecitorio per protestare contro il disegno di legge in discussione alla Camera. Sventolano bandiere della Palestina, della pace e di Potere al Popolo.

Tra i cartelli esposti "Stop al genocidio", "Difendiamo il diritto di critica sempre" e "Contro ogni forma di razzismo". I manifestanti, radunati a piazza Capranica, si sono spostati in corteo a piazza Montecitorio dietro un grande striscione "No al ddl antisemitismo".

La tensione fra i manifestanti è tornata al termine del sit-in a Montecitorio, quando la 'maratona oratoria' è stata chiusa alle 16 per liberare la piazza all'orario stabilito con la Questura. Una decisione che ha scatenato l'ira di alcuni manifestanti del Coordinamento per la solidarietà con il popolo palestinese che prima avevano sventolato la bandiera di Hezbollah e volevano intervenire.

A quel punto hanno protestato e uno di loro si è impossessato del microfono. "Hanno fatto parlare +Europa e non noi - ha detto - La colpa di questo ddl è il governo Conte, questa è la fase finale. Quando è passato al Senato questo ddl, Maja Issa (attivista del Movimento dei giovani palestinesi, ndr) dove stava? Il Pd dove stava? Avs?. Qui si parla di antisionismo non di antisemitismo".

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