Sono sei i punti che vengono sollevati nei ricorsi messi a punto dalla della Rete per un voto libero e uguale. "Riteniamo che molti aspetti questa legge riflettono punti già dichiarati incostituzionali in passato" ha spiegato il professor Enrico Grosso nel corso di una conferenza stampa alla Camera.

"La prima questione è il premio di maggioranza, sia in termini numerici, sia sotto l'aspetto delle modalità di assegnazione attraverso un numero fisso" ha spiegato. Il secondo aspetto riguarda l'assegnazione del primo al Senato su base nazionale. Il terzo riguarda le "modalità in cui i seggi vengono assegna ai singoli", poi l'alternanza di genere, l'indicazione del candidato premier e le firme.

"Abbiamo l'obiettivo ambizioso di presentare i ricorsi il giorno di entrata in vigore della legge. Verranno depositati il 26 ottobre in tutte le Corti d'Appello", ha detto l'avvocato Pietro Adami che ha confermato che saranno 30, in "astratto a metà gennaio" ci può essere l'udienza in Tribunale e a "fine gennaio" ci potrebbe essere l'ordinanza per sollevare la questione alla Consulta.

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