"Non ho ancora avuto modo di

vederla, ma il fatto che la ragazza e il padre del bambino si

conoscessero, non esclude automaticamente l'incidente. Quella

dell'incidente è un'ipotesi che terrei in piedi, con la

particolarità che le persone si conoscessero". Ad affermarlo è

l'avvocato Cristian Scaramozzino, a proposito dell'accusa di

tentato omicidio e lesioni personali aggravate nei confronti di

una ragazza di 24 anni, che nella tarda serata di ieri ha

investito a Torino un bimbo di 5 anni, non in pericolo di vita,

ricoverato al Regina Margherita con 30-40 giorni di prognosi.

"Dalle condizioni del bimbo - afferma l'avvocato - credo si

possa parlare del fatto che il piccolo sia stato urtato, abbia

avuto un contatto con l'auto, non che sia stato investito. Ma

non ho ancora elementi sufficienti e non ho potuto parlare con

la ragazza, quindi sono soltanto ipotesi".

"Sembrerebbe che il padre del piccolo - spiega il legale -

l'abbia riconosciuta e che da lì sia emersa la contestazione di

volontarietà del gesto. Io non so in che rapporti fosse col

padre del bambino, non so se sia l'ex compagno. So soltanto che

sarebbe stato quest'uomo a dire di conoscerla. Non so se nel

momento di panico di vedere l'accaduto il padre abbia detto 'la

conosco, l'ha fatto apposta', o se sia stata una coincidenza".

"La madre della ragazza, che però non era con lei, sa che non

è scappata - spiega Scaramozzino -. Non so se sia scesa

dall'auto subito, ma poi era sul luogo dell'incidente, da ciò

che sappiamo, ed è lì che è stata fermata. Non so se a cento

metri o a un metro da dove c'era il bimbo".

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