Il celebre rapper statunitense
Macklemore ha aperto ieri sera a Dublino la parte europea del
suo 'Free Palestine Tour', arrivato dopo aver subito la censura
dell'organizzazione durante la tournée americana di Ed Sheeran,
dove l'artista si esibiva come guest star, e l'esclusione per
aver ricordato nelle prime due tappe in New Jersey i morti
palestinesi nella rappresaglia israeliana a Gaza e scandito
slogan pro-pal.
Macklemore si è esibito alla 3Arena davanti a un pubblico di 13
mila persone, in una serata all'insegna del tutto esaurito. Al
concerto ha partecipato Hozier, il trio rap Kneecap, il cui
leader Mo Chara (nome d'arte di Liam Óg Ó hAnnaidh) era stato
nei mesi scorsi del tutto scagionato dalle accuse di terrorismo
mosse contro di lui nel Regno Unito per aver asseritamente
sventolato a un concerto a Londra un vessillo di Hezbollah.
C'era anche il gruppo folk Beoga, presente anche nella tournée
di Sheeran, abbandonata il mese scorso da tutti gli artisti di
supporto in solidarietà con Macklemore.
Dal palco di Dublino, il rapper ha difeso lo slogan "Palestina
libera": "Sei settimane fa erano due parole. Sono bastate due
parole", ha detto, definendole "radicate nell'amore e nella
liberazione, non contro nessuno, non divisive", e "in qualche
modo diventate più controverse della sofferenza che le ha rese
necessarie".
Messaggi di sostegno sono arrivati a distanza dagli attori Mark
Ruffalo e Ilana Glazer e dal cantante degli Strokes, Julian
Casablancas. Fra le prossime tappe c'è quella nel Regno, dove 50
membri della Camera dei Lord hanno chiesto alla ministra
dell'Interno Shabana Mahmood di negare al rapper l'ingresso nel
Paese prima del concerto del 30 ottobre a Wembley,
contestandogli di raccogliere fondi anche per il Palestinian
Youth Movement, un gruppo accusato dai firmatari di posizioni
filo-Hamas.
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