Gianni Di Vita, padre e marito
delle due donne morte a dicembre scorso per avvelenamento da
ricina, è stato portato in Questura. Il commercialista è salito
a bordo dell'auto degli agenti della Squadra Mobile al termine
della seconda perquisizione di questa mattina, effettuata
nell'altro studio di proprietà di Di Vita in via D'Amato a
Campobasso. In questo caso gli agenti sono rimasti a lungo
all'interno dell'ufficio. Sono usciti alle 10.45 e con loro è
andato anche in macchina Gianni Di Vita che, al momento, non
risulta iscritto nel registro degli indagati nell'ambito del
fascicolo della Procura di Larino per duplice omicidio.
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