(di Fabrizio Colarieti)

La magistratura italiana, nell'ambito

di due inchieste penali sulla strage di Ustica, attende notizie

dalla Francia dal 1990, quando, per ben undici volte in sei

anni, l'allora giudice istruttore Rosario Priore non ottenne da

Parigi risposte esaustive sui principali quesiti legati

all'abbattimento del Dc9 Itavia al largo di Ustica il 27 giugno

1980.

L'Italia, da allora, chiede le registrazioni radar dell'area

di caduta del DC-9, le posizioni delle portaerei 'Clemenceau' e

'Foch', i piani di volo dei caccia francesi diretti in Libia e

la misteriosa traccia 'amica' denominata 'LL004', rilevata dal

radar di Poggio Ballone, in provincia di Grosseto, all'altezza

della base corsa dell'Armée de l'air a Solenzara. Nel 1996 fu

chiesto alla Francia di individuare altri velivoli all'origine

di tre tracce radar, il cui ruolo non fu mai chiarito.

Dal 2010 al 2014 il pm Erminio Amelio replicò le domande

chiedendo i giornali di bordo delle due portaerei e le loro

rotte, i tracciati radar, i registri di passaggio e di nuovo i

movimenti a Solenzara, i nomi del personale in servizio e se la

Francia partecipò all'esercitazione 'Demon Jam V' del luglio

1980. Per gli inquirenti è certo che la base corsa fosse

operativa oltre le 17, circostanza sempre smentita da Parigi. E

testimoni - tra loro anche ex militari - hanno riferito ai pm

italiani di avere visto una portaerei francese nel Tirreno,

altro elemento sottaciuto dai francesi.

Ma non c'erano solo i francesi quella notte attorno al DC-9.

Il giudice Priore concluse che l'aereo precipitò durante una

vera e propria battaglia aerea a cui parteciparono anche caccia

Usa (in rada a Napoli vi era la portaerei Saratoga) e della

Nato, di cui rimase traccia nei tabulati di Ciampino.

Un'operazione internazionale finita male, ma destinata ad

abbattere un Mig libico che volava coperto dal DC-9, forse

proprio quel Mig rinvenuto poi sulla Sila. L'altra versione,

sostenuta anche oggi dall'ex ministro Carlo Giovanardi, è che a

bordo dell'aereo ci fosse una bomba e che a metterla furono dei

presunti terroristi palestinesi.

Ad attribuire ai francesi la responsabilità diretta

dell'abbattimento del DC-9 e il conseguente silenzio, fu prima

l'ex presidente Francesco Cossiga e, più recentemente, l'ex

premier Giuliano Amato. Per il pm Antonio Clemente, che ha

ereditato l'ultima inchiesta, sarà decisivo capire se nei nuovi

documenti che Parigi promette di inviare a Roma c'è il tassello

mancante per arrivare alla verità.

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