Un'Italia molto lontana

dall'attuazione dell'Agenda 2030: nel 2025, l'indice che

sintetizza la performance rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo

sostenibile è sostanzialmente fermo e ben sei Obiettivi

registrano un peggioramento rispetto all'anno precedente.

Inoltre, oltre la metà (il58%) dei 38 target quantitativi

fissati per il 2030 non appaiono raggiungibili, una percentuale

invariata rispetto allo scorso anno, nonostante gli effetti

positivi del Pnrr, mentre, soprattutto in campo ambientale e

sociale, le norme e le politiche esistono, ma la loro attuazione

è decisamente insufficiente. Sono i punti principali del nuovo

Rapporto annuale dell'ASviS, appena presentato.

L'Italia si trova oggi in condizioni peggiori di 15 anni fa per

cinque Obiettivi (sconfiggere la povertà, acqua pulita e servizi

igienico-sanitari, ridurre le disuguaglianze, vita sulla terra,

pace, giustizia e istituzioni solide) e sostanzialmente

invariate per altri cinque (sconfiggere la fame, salute e

benessere, imprese, innovazione e infrastrutture; città e

comunità sostenibili, partnership per gli obiettivi).

Miglioramenti limitati si rilevano in cinque casi (istruzione di

qualità, parità di genere, energia pulita e accessibile, lavoro

dignitoso e crescita economica, lotta contro il cambiamento

climatico, imprese e innovazione), più consistenti solo per

l'economia circolare e la vita sott'acqua.

Il ritardo italiano, spiega il Rapporto dell'ASviS, non

differisce da un quadro europeo e internazionale preoccupante.

Nell'Unione europea la quota dei traguardi quantitativi

raggiungibili entro il 2030 scende dal 53% al 47% e sette

Obiettivi registrano un peggioramento nell'ultimo anno (povertà,

salute, istruzione, disuguaglianze, vita sott'acqua, giustizia e

istituzioni solide e partnership) e solamente per uno

(sconfiggere la fame) si registra un miglioramento. A livello

internazionale, soltanto il 15% dei Target dell'Agenda 2030 è

sulla buona strada per essere conseguito.

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