Proseguono le operazioni per
salvare lo speleologo 31enne sassarese rimasto intrappolato
nella grotta di Gorropeddu, a Urzulei.
I soccorritori, al lavoro dal pomeriggio di ieri e per tutta
la notte, stamattina hanno liberato l'ingresso della cavità e
messo in sicurezza le pareti di accesso per evitare ulteriori
crolli e sono arrivati al cunicolo dove il giovane speleologo,
vivo e cosciente, è bloccato da 20 ore, dopo la frana che lo ha
sorpreso mentre esplorava la grotta.
I tecnici in azione (48 del Soccorso alpino e speleologico
della Sardegna, insieme con 30 vigili del fuoco specializzati
Usar-M, Saf e Tas, e il supporto della Protezione civile di
Dorgali) hanno liberato dai massi l'ingresso della cavità e
stanno ora procedendo alla delicata rimozione manuale del
materiale che ostruisce il cunicolo nel quale si trova lo
speleologo, ancora intrappolato sotto i detriti. Le operazioni
si svolgono in un ambiente estremamente ristretto, con uno
spazio di lavoro di circa 1,5 metri per 1,5 metri,
caratterizzato da condizioni di forte instabilità.
Procedendo con lo scavo e la rimozione del materiale, i
soccorritori devono provvedere al consolidamento delle pareti
mediante il posizionamento di tavole di contenimento, per
evitare ulteriori cedimenti e consentire l'avanzamento in
condizioni di maggiore sicurezza.
È atteso a breve l'arrivo di un elicottero che trasporterà
ulteriori materiali e attrezzature necessari alla messa in
sicurezza dell'ambiente, con l'obiettivo di consentire ai
soccorritori di raggiungere l'uomo e procedere alla rimozione
della terra e delle pietre sotto le quali si trova bloccato.
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