La prima sezione del Tar del
Lazio, presieduta da Roberto Politi, ha annullato il decreto del
Ministro della giustizia del 17 febbraio 2026 che concedeva al
Governo degli Stati uniti l'estradizione di un hacker kazako,
Roman Yuryevich Khlynovskiy, di 43 anni, accogliendo
parzialmente il ricorso presentato dai difensori di
quest'ultimo, avvocati Alexandro Maria Tirelli e Francesca
Monticone.
L'uomo è accusato dalle autorità statunitensi di far parte di
un gruppo di hacker che paralizzò per tre giorni le attività di
ospedali di alcuni stati degli Usa, per sbloccarli dopo aver
intascato un riscatto di centinaia di milioni di dollari. Gli
hacker rubarono anche dati di politici statunitensi.
Il Tar ha rilevato una carenza istruttoria specie sulla
disponibilità espressa dall'uomo a collaborare con le
istituzioni italiane mettendo a disposizione esperienza e
conoscenze su sicurezza informatica e di prevenzione di fenomeni
criminali transnazionali. Da ieri Khlynovskiy, che era rinchiuso
nel carcere di Ferrara, è tornato in libertà.
"Come avvocato e come cittadino non posso esprimere
soddisfazione per l'operato del ministro Nordio in materia di
estradizioni. Ritengo che sia mancata, in più occasioni,
un'adeguata sensibilità verso diritti fondamentali e interessi
nazionali. Penso anche al caso Aguro, sul quale ho lanciato un
appello contro l'estradizione di una cittadina verso il
Venezuela, che presenta gravissime criticità in materia di
libertà democratiche e garanzie giudiziarie" commenta l'avvocato
Alexandro Maria Tirelli.
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