Lo shock energetico legato alla

guerra all'Iran "è troppo grande per essere ignorato" dalla

politica monetaria, ma "una risposta misurata resta quella

giusta per mantenere l'inflazione sotto controllo".

Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, nel

suo statement al Comitato internazionale monetario e finanziario

del Fmi riunitosi oggi a Bangkok. Lagarde ha spiegato che la

'funzione di reazione' della Bce si basa su tre criteri: la

valutazione delle prospettive dell'inflazione e dei rischi che

la circondano; la dinamica dell'inflazione di fondo; e la forza

della trasmissione della politica monetaria.

"Le prospettive dell'inflazione indicano un'inflazione più

elevata in futuro, soprattutto nel breve periodo, dati gli

ultimi sviluppi nei mercati energetici. Tuttavia, in questa fase

non vediamo prove di un significativo passaggio dei prezzi

dell'energia ad altri prezzi e ai salari, al di là di quanto già

incluso nelle nostre proiezioni". E sebbene la crescita si sia

dimostrata resiliente, le condizioni di finanziamento "si sono

irrigidite, con i tassi di interesse a lungo termine aumentati

in misura significativa rispetto al nostro ultimo incontro. Ciò

rallenterà la crescita e ridurrà il passaggio dei prezzi più di

quanto previsto nel nostro esercizio di settembre".

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