Verificare eventuali contatti con il padre e il tipo di rapporto che avevano ristabilito. C'è anche questo nell'indagine della Procura di Velletri sulla morte di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, che il 10 settembre scorso si è uccisa lanciandosi dal palazzo in cui viveva ad Ariccia.

Risposte in tal senso potrebbero arrivare dall'analisi del cellulare della donna che è stato acquisito, così come dalla verifiche della sua casella di posta elettronica. Il padre della donna è tuttora detenuto ad Asti dove sta scontando la condanna per l'omicidio di Lea Garofalo. I pm, coordinati dal procuratore Carlo Villani, nei giorni scorsi hanno ascoltato il compagno di Denise che potrebbe avere fornito elementi utili a ricostruire le ultime ore di vita della donna che non ha lasciato biglietti o messaggi. Al momento il fasicolo per istigazione al suicidio resta contro ignoti.

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