CLAUDIO PAGLIERI, 'LE PROMESSE SPOSE'
(Giunti Editore, 468 pagine, 17,96 euro). Ma Lucia Mondella era
veramente innamorata di Renzo Tramaglino? Oppure aveva accettato
quelle nozze per accontentare la madre, Agnese, e in cuor suo
non era indifferente alla corte di don Rodrigo?
Lo scrittore genovese Claudio Paglieri torna sui personaggi
dei Promessi Sposi di Manzoni. Dopo "Il Conte Attilio", in cui
trasformava l'amante della Monaca di Monza in un eroe di cappa e
spada, stavolta si rivolge a Lucia Mondella, e la ridisegna in
chiave femminista.
Ne "Le Promesse Spose", la campagnola lombarda accusata da
critici e lettori di essere un personaggio scialbo e remissivo,
diventa una scaltra Mirandolina che punta a sistemarsi col ricco
Don Rodrigo e a scaricare il fidanzato Renzo, povero, geloso e
pure violento.
"Le promesse spose" comincia con l'incontro fra Lucia e don
Rodrigo fuori dalla filanda, con il signorotto del paese che
corteggia l'umile operaia come ha già fatto con tante sue
compagne. Lucia ne è attirata, ma non vuole essere la regina di
una sola notte: lo tiene sulla corda e cerca intanto di
liberarsi di Renzo, prima facendo fallire il matrimonio di
sorpresa, quindi offrendogli del denaro purché si rifaccia una
vita.
Del fidanzato teme la gelosia, la facilità con cui mette mano
al coltello, le minacce che rivolge prima a don Rodrigo e poi a
lei stessa: un amore che oggi chiameremmo tossico.
Paglieri, pur rispettando le vicende narrate nei Promessi
sposi, offre al lettore un punto di vista laterale. Senza
risparmiare neppure frate Cristoforo, pasticcione e del tutto
inaffidabile.
Accanto alla vicenda di Lucia c'è quella di un'altra promessa
sposa riluttante, Lucrezia Arrigoni (personaggio di fantasia). A
differenza di Lucia, è un'aristocratica che si diletta di
pittura e intrattiene rapporti scandalosi con le sue modelle.
Lucrezia è sorella del conte Attilio (protagonista del
precedente romanzo scritto da Paglieri) e cugino di don Rodrigo,
e la loro famiglia è rivale della famiglia Manzoni.
Come nei Promessi sposi, i personaggi di Paglieri dovranno
affrontare la calata dei lanzichenecchi in Italia e il flagello
della peste a Milano. Ma dovranno farlo con le loro sole forze.
La morale di questa versione alternativa non è quella di
affidarsi alla Provvidenza, ma è "A chi la tocca, la tocca". La
frase pronunciata da Tonio, impazzito a causa della peste, che
smentisce la cieca fiducia nell'intervento divino.
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