Renzo Testolin non è più il presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta. Lo ha disposto la Corte di Appello di Torino accogliendo il ricorso di Avs e ribadendo la sua ineleggibilità alla massima carica del governo regionale. La motivazione è legata al limite dei mandati previsto dalla legge regionale. Anche il Tribunale di Aosta, in primo grado, aveva disposto la decadenza di Testolin, esponente di punta dell'Union valdotaine e risultato il candidato più votato (3.808 preferenze) alle elezioni del settembre 2025.
La difesa dell'ex presidente aveva sostenuto che "la questione era stata sollevata oltre i termini". Inoltre i legali avevano chiesto alla Corte di "dichiarare l'inammissibilità del ricorso di primo grado per difetto di giurisdizione", e in ulteriore subordine "per difetto di legittimazione e interesse". I giudici torinesi hanno considerato i motivi del ricorso "infondati" e hanno rigettato l'Appello. "A fronte di una disposizione normativa chiara dettata dal legislatore regionale - si legge nella sentenza di 18 pagine - nell'ambito della sua sfera di competenza e discrezionalità, e non essendovi questione di legittimità costituzionale (l'appellante non ha riproposto la questione di illegittimità prospettata in primo grado), risulta assorbito ogni argomento concernente la forma di governo regionale, i poteri del presidente, l'esistenza e l'applicabilità di principi generali in ordine al divieto di terzo mandato. Avendo Renzo Testolin ricoperto cariche all'interno della Giunta regionale per tre legislature consecutive, sussisteva la causa di ineleggibilità per la attuale legislatura e correttamente il Tribunale ne ha dichiarato l'ineleggibilità alla carica di Presidente della Regione e la decadenza dalla carica".
L'ennesimo terremoto che scuote la regione governata da Union valdotaine, Centro Autonomista e Forza Italia. Si apre ora la corsa alla successione di Testolin. Già domani, durante la riunione del Consiglio regionale, inizieranno le grandi manovre per arrivare alla nomina del nuovo presidente entro 60 giorni, altrimenti si torna alle urne. In pole position c'è il capogruppo dell'Union valdotaine, Aurelio Marguerettaz, ex assessore e politico navigato: a suo favore l'esperienza maturata in 23 anni di attività politica nell'Assemblea valdostana, contro l'esito non esaltante per lui delle ultime elezioni dove è risultato l'undicesimo consigliere eletto nella lista del Leone Rampante. La "vecchia guardia" del movimento punta su di lui, i giovani e i sindaci preferirebbero un'altra strada, come quella che porta all'assessore alle opere pubbliche Davide Sapinet.
Con la decadenza di Testolin - da oggi è un semplice consigliere regionale - la maggioranza perde solidità dato che era proprio l'ex presidente il 'collante' tra le varie anime. Le soluzioni oggi sul tavolo non garantiscono la stabilità (che per l'Uv è la "priorità"), visti i numeri risicati e i continui mal di pancia interni. Tra le ipotesi - secondo le voci di Palazzo - prende campo quella di coinvolgere Lega Vda e Fratelli d'Italia, magari in una fase iniziale con un 'appoggio esterno'. Questo sposterebbe decisamente a destra il baricentro della maggioranza valdostana, un passaggio non facilmente digeribile dalla base dell'Union valdotaine.
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