Sei concerti da gennaio ad aprile e

quattro appuntamenti di danza tra marzo e dicembre compongono la

programmazione 2027 del Teatro Regio di Parma. La Stagione

Concertistica, realizzata dalla Società dei Concerti di Parma in

collaborazione con il Regio, avrà come filo conduttore "Radici",

tema che attraversa epoche e linguaggi per indagare il rapporto

tra tradizione e innovazione.

Ad aprire il cartellone, il 26 gennaio, sarà il Quintetto

d'archi dei Berliner Philharmoniker, con un programma dedicato a

Beethoven nel bicentenario della morte, dalle influenze

mozartiane del Quintetto op. 29 al tardo op. 104. Il 16 febbraio

Jordi Savall con Hespèrion XXI proporrà "Il giardino delle

Esperidi", viaggio nella tradizione iberica tra danze, lamenti,

folías e improvvisazioni.

Il 22 febbraio la giovane pianista Eva Gevorgyan sarà

protagonista di "Gaspard de la nuit", da Ravel a Chopin,

Čajkovskij e Skrjabin. Il 20 marzo Louis Lortie affronterà le

"Variazioni Eroica" e la Terza Sinfonia di Beethoven nella

trascrizione per pianoforte di Liszt. Il 15 aprile i Voces8

presenteranno "Give me your stars", tra polifonia sacra,

repertorio classico e sonorità contemporanee. Chiusura il 21

aprile con Giampaolo Bandini, Cesare Chiacchiaretta e

l'Orchestra L'Appassionata, protagonisti dell'anteprima del

XXVII Paganini Guitar Festival dedicata ad Astor Piazzolla.

"Parma Danza 2027" sarà invece dedicata alla tecnica come

strumento di libertà espressiva, mettendo in dialogo tradizione

accademica e contemporaneità. Il 25 marzo Nicoletta Manni e

Timofej Andrijashenko, insieme ai ballerini del Teatro alla

Scala, inaugureranno la stagione con il gala "La gioia di

danzare". Il 30 aprile il CCN/Aterballetto porterà in scena due

nuove produzioni: "Ceneri" di Marcos Morau e "DoppioGioco" di

Philippe Kratz. Il 5 maggio sarà la volta della São Paulo

Companhia de Dança con un trittico, e il 3 dicembre il Balletto

di Roma presenterà "Giulietta e Romeo" di Fabrizio Monteverde.

La programmazione si completa a dicembre con la collaborazione

tra Teatro Regio e Fondazione Arena di Verona con un nuovo

titolo del grande repertorio classico ancora da annunciare.

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