Mentre gli accertamenti di magistratura e polizia vanno avanti - per dare risposte che mancano sebbene l'inchiesta sul femminicidio di Lorena Isceri, causa la morte del suo ex, non approderà in un'aula di giustizia - Firenze decide di ritrovarsi sotto la casa della vittima per non dimenticare la 45enne originaria di Squinzano (Lecce) che aveva scelto il capoluogo toscano per vivere. La sindaca Sara Funaro - dopo l'appello del padre di Lorena affinché la politica sia unita contro la violenza sulle donne -, ha promosso un presidio in via Panciatichi dove Lorena abitava e dove giovedì è stata rapita da Federico Vella, 36 anni, che l'ha poi uccisa e si è suicidato gettandosi dallo stesso viadotto dell'A1 dal quale aveva poco prima lanciato nel vuoto la donna che diceva di amare.

'Insieme per Lorena Isceri', questa la manifestazione alla quale la sindaca annuncia che saranno presenti anche le prime cittadine di Bergamo Elena Carnevali e di Perugia Vittoria Ferdinandi, già a Firenze per un incontro per la Festa dell'Unità contro le diseguaglianze. "Il femminicidio di Lorena Isceri è una tragedia che ha scosso l'intera città - scrive su Instagram Funaro -. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste tragedie, né accettare che vengano ridotte a una fatalità. Dobbiamo dirlo con forza e chiarezza: non è gelosia, non è passione, non è amore. L'ossessione, la pretesa di possesso e la violenza distruggono la vita delle donne".

"Ci ritroveremo in via Panciatichi, all'angolo con via Antognoli - spiega la sindaca invitando a portare un fiore o una candela -, per ricordare Lorena, insieme" a Ferdinandi e Carnevali, "che ringrazio per aver scelto di essere con noi", ai rappresentanti "delle istituzioni, alle associazioni e a tutta la cittadinanza.

Sarà un momento per stringerci, come comunità, attorno alla sua famiglia e condividere il dolore per una tragedia che riguarda tutte e tutti noi. Firenze non dimentica Lorena. E continuerà a fare sentire la propria voce per la libertà, la sicurezza e la vita di ogni donna".

Domani sarà invece il giorno dell'affidamento dell'incarico per le autopsie da parte del pm Antonio Natale che coordina le indagini della squadra mobile. L'esame dovrà stabilire se la donna fosse morta o viva quando Vella l'ha fatta precipitare dal viadotto e se Vella avesse assunto qualche sostanza o facesse uso di psicofarmaci. Per gli investigatori comunque l'uomo avrebbe premeditato tutto. E a nulla è valso il tentativo disperato di Lorena di farlo ragionare. "Federico cosa fai, ti amo, possiamo tornare insieme", queste le sue parole, come riportate dalla stampa, registrate durante la telefonata di 20 minuti fatta dalla donna al 112 dal bagagliaio dove il 36enne l'aveva richiusa, in un momento in cui si presume avesse fermato l'auto. Che però è poi ripartita e ha raggiunto il viadotto da dove l'uomo ha anche scritto alla madre della donna dicendole che era morta e ha confessato per telefono cosa aveva fatto alla sua di madre, che ha poi chiamato il 112. "Una tragedia che va al di là di qualsiasi immaginazione, è un dolore immenso" le parole di una zia di Federico pubblicate da Nazione e Corriere.

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