I redditi degli europei crescono

pochissimo così la propensione al risparmio in Italia cala

dell'1,2% nel secondo trimestre di quest'anno rispetto ad un

calo complessivo dello 0,2% nel Vecchio Continente.

Il conto lo fornisce Eurostat mentre l'inflazione continua a

svuotare i portafogli e le famiglie europee devono fare i conti

con redditi che crescono di appena lo 0,1%. Una situazione,

quella determinata dal carovita, che sta spingendo i giovani

europei nelle piazze e sulla quale ieri è anche intervenuto il

presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Conflitti

geo-economici e geo-politici aggrediscono, con l'inflazione e

una dinamica salariale inoperosa, il tenore di vita dei

cittadini", ha detto alla giornata del risparmio.

Secondo l'istituto di statistica europeo nel secondo

trimestre del 2026 il reddito reale pro capite delle famiglie è

aumentato dello 0,1% nell'area dell'euro dopo un aumento analogo

(+0,1%) nel primo trimestre del 2026.

Nello stesso periodo i consumi reali pro capite delle

famiglie sono aumentati dello 0,3%, dopo essere rimasti stabili

nel trimestre precedente.

Intanto l'energia continua a trainare i prezzi

e secondo l'ultimo dato Eurostat il tasso annuo di inflazione

nell'eurozona a settembre 2026 è stato del 3,8%, in aumento

rispetto al 3,2% di agosto e al 2,2% dello stesso mese del 2025.

Per l'Italia l'ultimo dato è decisamente allarmante: +5,4% la

stima provvisoria di ottobre.

Così mentre le famiglie sono stritolate dalle 'tasse occulte'

e i prezzi sono in volo, complessivamente in tutta l'Ue, il

reddito reale pro capite delle famiglie è aumentato dello 0,1%

nel secondo trimestre, dopo essere aumentato dello 0,3% nel

primo trimestre del 2026. Allo stesso tempo, i consumi reali pro

capite delle famiglie sono aumentati dello 0,4%, dopo un calo

dello 0,1% nel trimestre precedente.

Il primo a farne le spese è il tasso di risparmio delle

famiglie: sempre nel secondo trimestre è diminuito dello 0,2%

nella zona euro e di 0,3 punti percentuali nell'Ue rispetto al

trimestre precedente. in Italia una delle contrazioni maggiori:

-1,2%.

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