C'è una parte della vita di Emma Bonino in cui le battaglie per i diritti delle donne e la sua vita privata si intrecciano fino a diventare quasi la stessa cosa. È negli anni Settanta, quando nella sua casa arrivano Aurora e Rugiada, due bambine che Bonino prese in affido mentre è impegnata nella lotta per la legalizzazione dell'aborto.

A raccontare questa storia era stata la stessa esponente dei radicali. Le due bambine erano figlie di madri diverse, entrambe in condizioni di fragilità, conosciute da Bonino nell'ambito delle attività del Cisa. L'affido, concordato e comunicato al Tribunale per i minorenni, non fu un'adozione: le bambine rimasero con Bonino per alcuni anni, prima di tornare nelle famiglie d'origine. Rugiada tornò dai nonni, Aurora dai genitori naturali.

Rugiada era appena nata. E Aurora, poco più grande, divenne subito la mascotte del Partito Radicale, mentre Bonino, nel 1976, a 28 anni, veniva eletta deputata. La politica era già il centro della sua vita, ma in quella casa c'erano anche due bambine da crescere. Poi arrivò il momento della separazione, e per Bonino, come raccontò, il distacco "fu dolorosissimo".

Il legame con Rugiada, tuttavia, non si interruppe. E nel febbraio 2007, a Domenica In, Bonino raccontò: "Mi è capitato di allevare e fare da madre ad una ragazza, Rugiada, che oggi ha 30 anni". E spiegò: "Pur non essendo la madre naturale di Rugiada, mi sono occupata di lei per moltissimi anni, fin da quando era una ragazzina e oggi mi godo le gioie dell'avere un nipotino".

Rugiada aveva avuto un bambino dall'uomo che aveva sposato e quella nascita aveva reso Bonino nonna: ''Sono diventata nonna il 12 gennaio pur senza essere mai stata mamma", raccontò, l'allora ministra, sempre a Domenica In. Due bambine, due percorsi diversi dopo l'affido, ma entrambe rimaste dentro il racconto della vita di Bonino.

Oggi, alla clinica dove è morta, il segretario di +Europa Riccardo Magi, insieme agli altri esponenti del partito, ha ricordato Bonino: "Emma Ha dato tantissimo alle istituzioni, alla vita democratica e lo ha fatto pagando un prezzo molto alto anche in termini di salute. E rinunciando molto alla vita privata". "Però lo ha fatto consapevolmente - ha sottolineato Magi -, lo rivendicava". Forse proprio questo il filo che unisce la sua storia pubblica e quella privata: la lotta per il diritto delle donne a scegliere sul proprio corpo e sulla propria vita. E negli anni delle sue battaglie, l'aiuto in prima linea dato ad due di quelle donne prendendosi cura delle loro bimbe. Non una parentesi rispetto alla politica, ma una vicenda che appartiene allo stesso modo di vivere le proprie convinzioni.

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