Granitici nella difesa dei diritti umani e compatti nella battaglia per gli Stati Uniti d'Europa, ma polverizzati in un mare di sigle, piccole associazioni e movimenti che si guardano in cagnesco. La 'galassia radicale' è definitivamente implosa dopo la morte del leader storico Marco Pannella nel 2016 e da allora gli esponenti dell'antica Rosa nel Pugno hanno preso vie parallele raramente convergenti, passando da alleanze con la sinistra ad accordi con Berlusconi.

D'altronde, se si vuole sintetizzare brutalmente, il movimento ha sempre avuto due anime: quella radical-socialista e quella radical-liberale. Emma Bonino è stata più vicina alla seconda.

È quasi impossibile descrivere il flusso radicale dalla sua nascita nel dopoguerra quando un giovanissimo Pannella faceva esperienza 'liberale' con transfughi del Pli come Mario Pannunzio, Ernesto Rossi e Leo Valiani. Era un mondo liberista, libertario, laico e anti-clericale. Che da lì in poi, piano piano, fu plasmato dalla personalità di Pannella e dalla sua spiazzante visione della politica. Un mondo nel quale per anni fu accompagnato da Bonino con la quale ci fu un progressivo, sofferto, distacco politico.

Oggi quell'eredità politica si può riassumere in tre sigle fondamentali: +Europa, fondato da Bonino, che incarna l'area parlamentare, i Radicali italiani che rappresentano la scelta di muoversi sui grandi temi al di fuori delle istituzioni e il 'Partito radicale transnazionale e transpartito' che detiene Radio radicale. Oltre naturalmente ad una serie di associazioni come quella che porta il nome di Luca Coscioni, guidata da Marco Cappato, che si batte per il fine vita.

In questi anni l'idea radicale delle origini ha vissuto drammi e ricomposizioni, liti furibonde ed anche giudiziarie come capita a dei fratelli il cui padre è morto senza un testamento. L'energia anarchica di Pannella provocò rivoluzioni nella società italiana e tumulti tra i suoi fedeli. Tumulti nei quali si trovò anche Bonino. Il partito radicale già nei primi anni '60, sotto la spinta di Pannella, accentuò le proprie idee anticlericali, antimilitariste e antiproibizioniste dedicandosi, attraverso una nutrita serie di associazioni tematiche, agli obiettivi referendarie promuovendo l'idea gandhiana di trovare spazio con azioni provocatorie e nonviolente.

Bonino entra prepotentemente in scena con le battaglie referendarie su aborto e divorzio. Si prende poi la scena con la svolta del 1989 quando il partito decise di non partecipare più alle elezioni e si trasformò in partito transnazionale, o meglio, in "partito radicale nonviolento transnazionale e transpartito". Ne diventa presidente e da allora intensifica la sua azione internazionale che fu la premessa dei dissidi con Pannella.

Nel 1994, su indicazione di Berlusconi appena arrivato al governo, viene nominata Commissaria europea per gli aiuti umanitari, la politica dei consumatori e la pesca. Nel 1999, con la 'lista Bonino' si presenta alle elezioni europee ottenendo un risultato lusinghiero. Più avanti, nel 2006 entra nel governo Prodi come ministra per il Commercio Internazionale e per le Politiche Europee. La lontananza con l'esplosivo Pannella si accentuò sotto traccia e la rottura traumatica con la più istituzionale Bonino avvenne pubblicamente nel 2015, un anno prima della morte del leader radicale.

Nella ex galassia oggi più di una persona si chiede se la scomparsa di Emma avrà il potere di compattare il mondo radicale o di accelerarne la dissoluzione.

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