C'è "l'onere di accertarsi della
sussistenza" del consenso e "l'ordinamento non prevede una
soglia minima di durata" della violenza sessuale che "prescinde
dal tempo". Se si coglie "di sorpresa la vittima" l'azione
rapida integra l'abuso impedendo di manifestare dissenso. E la
"incredulità e il ritardo di pochi secondi nella reazione
verbale non esprimono consenso", ma "difesa passiva" e
"disorientamento, del tutto compatibile con il trauma subito".
Lo scrive la Corte d'Appello di Milano nel motivare la condanna
a un anno e 2 mesi di un ex sindacalista per violenza su una
hostess nel secondo grado bis sul noto caso dei "30 secondi".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

