"Stiamo lavorando a tanti progetti:

uno particolarmente interessante è un monastero a Brandeburgo in

Germania. Poi realizzeremo una cabinovia a Città del Messico con

nove stazioni". E' l'architetta messicana Tatiana Bilbao a

spiegare quali sono i prossimi impegni dello studio che ha

fondato e che porta il suo nome a margine della presentazione

della mostra realizzata per il Maxxi , al via dal 16 ottobre

fino al 7 febbraio 2027. Bilbao, tra le voci più autorevoli e

originali dell'architettura contemporanea, è la protagonista di

Nature 09, la nona edizione del programma con cui il Museo delle

arti del XXI secolo invita un architetto a progettare

un'installazione site specific che rappresenti una sorta di

"autoritratto tridimensionale". Con 'Campo aperto', l'architetta

trasforma l'ambiente in un paesaggio da esplorare a partire dal

gioco della pelota tra il blu cielo e il rosso

dell'allestimento: "Abbiamo scelto di dedicare lo spazio al

gioco della palla che era molto diffuso in America latina perché

non è solo un gioco ma un modo - spiega Bilbao - per creare una

relazione forte con altre pratiche sociali in tema di ritualità,

religione, guerra e ha anche a che fare con il significato della

vita e della morte". Da questa tradizione si parte per

immaginare un'architettura che genera possibilità di relazione.

L'installazione si sviluppa attraverso due grandi piani

inclinati contrapposti e una torre centrale che si innalza verso

il soffitto del museo: "una torre che porta all'interno dello

spazio i rumori della strada, della città".

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