(di Lucia Magi)
L'horror sta vivendo un
momento d'oro. 'Resident Evil' è al cinema da una settimana e ha
già superato i 120 milioni di dollari di incassi nel mondo,
miglior esordio nella storia della saga. Durante l'estate,
'Backrooms' del ventunenne ex YouTuber Kane Parsons ha raccolto
oltre 400 milioni, a fronte di un budget di 10, mentre
'Obsession' - esordio nel lungometraggio del ventiseienne Curry
Barker - ha chiuso la sua corsa in sala sopra quota 500 milioni.
Era costato 750 mila dollari.
Difficilmente poteva darsi un tempismo più opportuno perché
l'Academy Museum di Los Angeles consacrasse il cinema del
terrore con un'ampia esposizione. "L'idea ci è venuta nel 2018,
prima ancora che aprisse il museo. Per una coincidenza
fortunata, siamo davvero nella congiuntura giusta per
inaugurarla: l'horror ha riportato in sala un'intera generazione
di spettatori, piace alla critica, fa affari d'oro e, per di
più, siamo alla vigilia di Halloween", sorride soddisfatta la
curatrice Jessica Niebel, in un'intervista rilasciata all'ANSA a
margine della presentazione di 'The Horror Show', aperta dal 26
settembre al 25 luglio 2027 nella grande galleria al quarto
piano del museo progettato da Renzo Piano.
Le porte, verniciate di rosso con al centro la scritta "Entra
se hai il coraggio", danno accesso a una prima stanza
completamente buia. Nell'oscurità si inseguono gli archi
stridenti di 'Psycho' di Alfred Hitchcock, le due note
minacciose de 'Lo squalo' di Steven Spielberg, sussurri come
"Vedo la gente morta" da 'Il sesto senso', grida, respiri
affannosi, porte che scricchiolano. Sulle pareti nere scorrono
sottotitoli descrittivi tipici del genere: "musica spaventosa",
"porta che scricchiola". Entrati nella giusta disposizione
d'animo, ci si ritrova in un lungo corridoio tappezzato di
locandine originali dei classici del genere, da 'L'invasione
degli ultracorpi' a 'Get Out', passando per 'Suspiria' di Dario
Argento.
L'esposizione raduna fotografie, filmati, costumi e oggetti
di scena che arrivano dai magazzini del museo, da donazioni o da
aste o archivi degli Studios. Centinaia di pezzi che hanno
l'effetto dii amuleti e immediatamente riportano in gola la
paura provata davanti allo schermo: il maglione a righe rosse e
verdi del Freddy Krueger di 'Nightmare - Dal profondo della
notte' di Wes Craven, la tuta arancione con maschera e museruola
di Hannibal Lecter ne 'Il silenzio degli innocenti', lo scialle
di lana di Mrs. Bates in 'Psycho'. Reliquie che bastano da sole
a riaccendere il terrore, tipo la motosega di Patrick
Bateman-Christian Bale in 'American Psycho' (2000), il borsone
di tela da divano della zia Gladys di 'Weapons' (valsa l'Oscar a
Amy Madigan), l'accetta con cui Jack (Nicholson) sfonda la porta
in 'Shining' e il martello con cui Annie Wilkes spezza le
caviglie del suo prigioniero in 'Misery non deve morire'.
"L'horror ha moltissime derivazioni. Anche chi mi dice che
non lo ama, troverà qui la sua stanza", continua Niebel. La
mostra è infatti organizzata in sei grandi "camere": gotico,
terrore psicologico, scienza, slasher, religione e fantasmi.
Nella cripta gotica c'è il mantello indossato da Bela Lugosi in
'Dracula' (1931) appena restaurata dal museo e il costume di
Gary Oldman nella versione di 60 anni successiva; il laboratorio
della sezione scientifica raccoglie creature, protesi, disegni e
storyboard di 'Frankenstein' (1931), 'Alien', 'La cosa' di John
Carpenter, 'La mosca' di David Cronenberg e 'The Substance'
(2024) di Coralie Fargeat, tra gli altri.
Dalla penombra della casa degli slasher emergono invece
serial killer a grandezza naturale, i manichini vestititi con
costumi originali di Freddy Krueger, Michael Myers di
'Halloween', Ghostface di 'Scream' e Art the Clown di
'Terrifier'. Un mezzo busto di It indossato da Bill Skarsgård
nel film del 2017 chiude il gruppo. Nel cerchio delle streghe ci
sono costumi di 'Suspiria' di Luca Guadagnino, 'I peccatori' e
'Weapons', oltre allo spettacolare costume interamente ricoperto
di fiori indossato da Florence Pugh in 'Midsommar' (2019) di Ari
Aster, uno dei pezzi più complicati da trasportare e allestire.
Il salotto di 'Poltergeist' è invece il regno dei fantasmi,
con materiali da 'The Ring' a 'The Blair Witch Project'. Per
uscire dall'incubo bisogna attraversare la Blood Room: pareti
coperte da schizzi e colate di sangue, un catalogo delle
infinite variazioni con cui il cinema ha imparato a tingere di
rosso lo schermo.
"L'horror ha attraversato periodi di enorme popolarità. È
successo tra la fine degli anni Venti e gli anni Trenta con il
grande ciclo Universal, poi con i film della Hammer, l'horror
indipendente statunitense, i gialli italiani e così via.
Continua a tornare, come un buon vampiro. Non se ne va mai -
rilfette la curatrice - Tiene uno specchio puntato sulla
società.Tira fuori le nostre paure più profonde e i nodi oscuri
che preferiremmo non vedere. Porta tutto a galla e lo affronta.
Un vero sollievo collettivo!".
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