"Io catalogato come Telemeloni?
Perché arrivo con questo governo. Ma in tre anni di Agorà ho
fatto quello che ho sempre fatto: faccio il giornalista, modero,
incontro, conosco tutti. L'anno scorso sono stato ad Atreju e
alla festa dell'Unità di Reggio Emilia. Parlo con tutti,
interloquisco con tutti, ho anche amici nella politica". Lo dice
Roberto Inciocchi, ospite di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1,
rispondendo alle domande di Giorgio Lauro a Nancy Brilli alla
vigilia del debutto con Patù, il nuovo programma di
approfondimento al via mercoledì 7 ottobre in prima serata su
Rai2.
Dopo vent'anni a Sky, è approdato in Rai nel 2023: "Io arrivo
in Rai perché mi chiama Paolo Corsini, direttore
dell'Approfondimento, per dirmi: sulla base della tua
esperienza, ti chiediamo se possiamo lavorare insieme sul
mattino". "Per chi ha votato alle elezioni?", lo incalza Lauro.
E il giornalista: "Ho votato per una delle forze dei partiti di
governo, uno dei quattro, anzi dei cinque considerando l'Udc.
Insomma, ho votato lì dentro".
A Lauro che lo definisce il 'kamikaze Inciocchi', perché ha
accettato la sfida di riportare l'informazione in prime time su
Rai2 in una serata difficile come il mercoledì, il giornalista
risponde ammettendo che Patù "tecnicamente è una follia: tre ore
e mezza, dalle 9.30 all'una". Perché il titolo? "A 48 ore dalla
presentazione dei palinsesti - racconta - non ci veniva in mente
nessun titolo, ce n'erano vari, come Girotondo. Alla fine ho
pensato a questo paesino piccolissimo del Salento, con un nome
evocativo, televisivo, due sillabe e un accento, e a un certo
punto l'ho tirato fuori. È un comune di ottomila italiani in
rappresentanza di tutti noi". Il programma "non sarà il solito
talk show. Apriamo con un viaggio, un racconto del nostro paese.
Nella prima puntata avremo un personaggio di livello mondiale
che ci accompagna". "Helen Mirren?", suggerisce Brilli.
"Chissà", sorride Inciocchi. "Ci saranno la politica, la
cronaca". "Garlasco?", chiede Lauro. "Non ho mai fatto Garlasco.
Ne parleremo solo e quando offrirà notizia. Il caso Ranucci?
No". Nel primo appuntamento gli ospiti del talk politico saranno
Francesco Boccia e Lucio Malan, "e poi avrò la mia coppia
preferita che mi porto dietro da Agorà, Peter Gomez e Pietro
Senaldi".
Spazio anche all'intelligenza artificiale: "Ringrazio la Rai
- sottolinea Inciocchi - che mi ha consentito di fare quello che
volevo: andremo a intervistare chi a pensato per la prima volta
il concetto di Imitation Game, divento un avatar che intervista
un altro avatar. È un modo semplice e pop per parlare di una
cosa che rappresenta un grande pericolo".
Rivendicando il suo modo di condurre pacato ("da me non urla
nessuno, basta un'occhiata con gli ospiti"), Inciocchi cita tra
i suoi giornalisti preferiti "Ettore Mo, Vittorio Zucconi". Tra
i contemporanei apprezza "Floris". "Travaglio o Porro?", chiede
Lauro. "Porro mi piace ma mi diverte più Travaglio". E Lauro:
"Gruber o Vespa?". "Gruber è un fenomeno, Vespa ha fatto la
storia della televisione. A Vespa diamo il premio alla
carriera". Tra Lavitola e Ranucci, intervisterebbe "Ranucci: è
una storia incredibile, prima o poi la piena verità si capirà,
soprattutto come un uomo di esperienza come Ranucci, all'apice
della carriera, abbia commesso un errore oggettivo: ognuno
frequenta chi vuole ma non in quel modo lì. Di questa storia
servirà ancora un pezzetto di narrazione".
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