"Mi prendo la responsabilità di
tutto ciò che ho detto, non ho paura". Lo ha affermato, davanti
ai cronisti, Fabrizio Corona uscendo dall'aula della prima
udienza, davanti al Tribunale civile di Milano, della maxi causa
intentata contro di lui, lo scorso febbraio, dal gruppo
Mediaset, da Pier Silvio e Marina Berlusconi, da Maria De
Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira
Lui, con una richiesta danni reputazionali e patrimoniali, per
una "campagna di odio" e diffamazione, da 160 milioni di euro in
totale, in particolare per una puntata del 26 gennaio del
podcast 'Falsissimo' dell'ex agente fotografico.
Oggi i legali del gruppo, dei vertici e dei conduttori (non
presenti in aula), gli avvocati Andrea Di Porto, Giulia
Bongiorno e Salvatore Pino, hanno discusso per circa un'ora,
davanti alla giudice Stefania Novelli della prima sezione
civile, assieme ai legali dell'ex fotografo dei vip e della
società Atena, gli avvocati Piergiorgio Molinari, Umberto Ilardo
e Laura Bertani. Questi ultimi, in sostanza, hanno chiesto di
non ammettere una serie di prove richieste dall'altra parte e la
giudice nei prossimi giorni depositerà un'ordinanza con cui si
esprimerà proprio sulle prove. Nel caso di ammissione il
procedimento civile andrà avanti con altre udienze, altrimenti
si arriverà subito a una decisione.
In una memoria, depositata nelle scorse settimane dai legali
dei promotori della causa, sono state confermate le richieste
danni a carico dell'ex "re dei paparazzi". Corona, hanno scritto
i legali, "si pone deliberatamente al di fuori di qualsivoglia
contesto regolamentato, sfruttando i vuoti normativi connessi ai
nuovi mezzi di comunicazione, per provare a operare 'legibus
solutus', svincolato da qualsiasi regola etica e deontologica".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA


