Tensione in giunta per le autorizzazioni all'indomani della presentazione del ricorso per conflitto di attribuzioni alla Corte Costituzionale sul caso Delmastro. I deputati di centrodestra si sono scagliati contro l'iniziativa del presidente Devis Dori (Avs) lamentando la mancata condivisione e sostenendo che la fiducia che sarebbe venuta meno.

Nessuna richiesta ufficiale di dimissioni, però, riferisce il rossoverde: "Forse si sono resi conto che non era il caso, perché un'iniziativa che ho preso proprio a tutela del nostro organismo". I tempi del ricorso alla Consulta? Per Dori "il vaglio di ammissibilità potrebbe arrivare a inizio 2027 e se fosse ammesso sarebbe già una vittoria. Secondo me è fondatissimo - rivendica -, è stato elaborato da illustri costituzionalisti e ci lavoriamo sin dal voto in Aula sul Delmastro" di quest'estate.

Da FdI, Dario Iaia attacca: "Abbiamo contestato in maniera chiara a Dori il fatto di avere presentato un ricorso alla Corte Costituzionale nei confronti del Presidente Fontana sul 'caso Delmastro' senza avvisare la giunta né l'Ufficio di Presidenza. Gli abbiamo anche chiesto di produrci una copia integrale di questo ricorso in modo tale da poterlo leggere e approfondire. Inoltre, gli abbiamo contestato una assoluta mancanza di correttezza istituzionale che ha come conseguenza inevitabile il venir meno della fiducia nei suoi confronti".

Il meloniano segnala anche un possibile risvolto "paradossale" del ricorso di Dori: "La Giunta potrebbe essere chiamata ad esprimere un parere allorquando il presidente della Camera si costituirà nel giudizio, nell'ambito di un procedimento intentato dallo stesso presidente".

A schierarsi in difesa del presidente è il M5s secondo cui è "la maggioranza non conosce vergogna: anziché nascondersi per l'imbarazzo dopo aver incredibilmente protetto Delmastro e chiuso a chiave le sue chat, trova l'impudenza di attaccare il presidente della Giunta Dori" che "sta giustamente facendo valere i diritti e le prerogative del suo ruolo". Il centrodestra, attaccano i pentastellati, "si ricordi che con il suo comportamento ha respinto la richiesta della magistratura che indaga su un possibile riciclaggio di soldi della mafia da parte della famiglia con cui l'ex sottosegretario di Fdi faceva affari. Non è accettabile che le chat tra Delmastro e Caroccia siano state blindate in cassaforte e negate persino a chi doveva valutare nel merito la richiesta della procura di Roma".

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