Gran folla al Carlo Felice per lo
spettacolo inaugurale della stagione lirica, Le nozze di Figaro
di Mozart. Teatro vestito a festa, molte autorità a cominciare
dalla sindaca Silvia Salis nella sua funzione di presidente
della Fondazione. E successo caloroso con molti applausi a scena
aperta e al termine della recita.
La stagione 2026/27 è la prima formalmente ideata dal nuovo
vertice del Teatro (il sovrintendente Michele Galli e il
direttore artistico Federico Pupo) che il precedente cartellone
aveva "ereditato" dalla vecchia governance. Il Carlo Felice è
ancora alla ricerca di una tranquillità economica che lo metta
al riparo da possibili situazioni critiche e alcuni problemi
interni debbono trovare soluzione. Ieri prima dell'inizio dello
spettacolo è stato letto un documento in cui i sindacati,
nell'assicurare il massimo impegno dei dipendenti e il loro
attaccamento al Teatro, hanno auspicato un confronto aperto con
la dirigenza per arrivare a risolvere alcuni nodi interni.
Per l'apertura, dunque, il Teatro si è affidato a Le nozze di
Figaro, uno dei massimi capolavori del teatro di tutti i tempi.
L'allestimento arrivava dal Regio di Torino e si basava su un
impianto scenografico di Daniel Bianco. La struttura ampia e
disadorna del primo atto ha però posto qualche problema ai
cantanti poco "protetti" dalla struttura e coperti dal suono
dell'orchestra. Le scene successive, "più piene" hanno favorito
un migliore rapporto buca-palcoscenico. Sul podio Jordi Bernacer
ha garantito una lettura vivace, ben organizzata, forse, a
tratti, un po' troppo "spedita".
Brillante e vivace (pur con qualche scelta discutibile nel
primo atto) la regia di Emilio Sagi, ripresa da Matteo Anselmi.
Nel cast Carmela Remigio è stata una splendida Contessa. Daniela
Cappiello ha restituito una Susanna godibilissima sul piano
vocale e scenico e Sonia Ganassi ha costruito una brillante
Marcellina. Bene anche Josè Maria Lo Monaco nella parte
dell'indiavolato Cherubino. Roberto De Candia si è fatto
apprezzare nella parte del Conte, Vito Priante nel ruolo di
Figaro è andato in crescendo. Bene il coro istruito da Giulio
Magnanini, puntuale il supporto ai recitativi da parte di Sirio
Restani al fortepiano e elegante la scena del ballo con la
coreografia di Nuria Castejon.
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