Una luce squarcia le tenebre,

si accendono i riflettori su Roberto Bolle e sul suo Caravaggio.

Il celebre ballerino, icona della danza mondiale, è stato

accolto ieri sera al Teatro Lirico di Cagliari da ovazioni e

prolungati applausi nella prima delle tre serate. In cartellone

una creazione di Mauro Bigonzetti, apprezzato coreografo

italiano, per lo Staatsballett Berlin diretto da Vladimir

Malakhov: Caravaggio si ispira alla figura ed alle opere di

Michelangelo Merisi, intrise di realismo drammatico. Dopo dieci

anni, Roberto Bolle, étoile di fama internazionale, ritorna sul

palco del teatro di via Sant'Alenixedda, per dipingere con la

sua "fisicità apollinea", tra rigore tecnico e pathos

interpretativo, un ritratto del pittore maledetto. In scena

l'uomo e l'artista, tra genio e sregolatezza, con il suo

travagliato universo interiore, mentre il linguaggio del

chiaroscuro che attraversa le sue opere si riflette nel gioco di

luci e ombre che ora nascondono e ora rivelano la fisicità e

insieme la fragilità dei corpi. Nella suggestiva scenografia di

Carlo Cerri, che cura anche la drammaturgia della luce, con i

bei costumi di Lois Swandale e Kristopher Millar, i dipinti

caravaggeschi sembrano prendere vita, in un raffinato e

visionario racconto tra vertiginosi assoli, pas de trois,

quartetti, e scene corali, meravigliosamente danzate.

Un'evocativa ed emozionante partitura coreutica dove spiccano

per l' eleganza e la potenza, e per la perfezione tecnica, gli

spettacolari pas de deux, tra cui un duetto maschile di forte

impatto. Sul palco si alternano, accanto ai vari personaggi,

figure simboliche come la raffinatissima Luce interpretata dalla

russa Maria Khoreva, prima solista del Balletto Mariinskij; il

Buio evocato da Anastasia Matvienko e La Bellezza, incarnata da

Kseniya Rhzeuskaya. Sul podio, a dirigere L'Orchestra del

Lirico, il milanese Marco Dallara, già applaudito lo scorso anno

a Cagliari, che sfoglia celebri partiture di Claudio Monteverdi,

riorchestrate in chiave sinfonica da Bruno Moretti.

"Sul palcoscenico danzano una prima ballerina che arriva

dall'Ucraina ed una prima ballerina che arriva dalla Russia - ha

detto all'ANSA Roberto Bolle - questo spettacolo, porta con sé

anche un messaggio di pace, unione, dialogo, oggi più che mai

necessario". Dopo il Béjart Ballet Lausanne il Lirico chiude la

stagione con un'opera avvincente, che sposa danza e pittura.

Repliche il 17 alle 19 e il 18 alle 17.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA