Un passato recente già segnato da

guai giudiziari e tensioni familiari. È quello di Alessandro

Venier, emerso oggi dalle testimonianze dei carabinieri al

processo per la sua uccisione, in corso a Udine. Venier, ucciso

dalla madre e dalla compagna e poi fatto a pezzi, a gennaio era

stato arrestato per la vendita su eBay di armi da guerra

recuperate dal lago di Cavazzo e, dopo i domiciliari, aveva

avuto l'obbligo di firma fino a fine maggio.

Il 25 luglio sarebbe stato ucciso e fatto a pezzi nella

villetta di Gemona, dove il corpo fu trovato sei giorni dopo in

un bidone pieno di calce. I militari sentiti come testimoni

hanno riferito anche di una situazione familiare già segnalata

come problematica: a febbraio, dopo un gesto autolesionistico

della compagna Mailyn Castro Monsalvo, erano state informate

diverse autorità. Imputate per l'omicidio la stessa compagna e

la madre di Venier, Lorena. Nell'udienza odierna è stata

disposta una nuova perizia psichiatrica sulle due donne.

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