(di Francesco Gallo)
"Mi trovo sempre sotto i riflettori
in situazioni pubbliche con gente che mi ascolta, proprio come
oggi, e questa è una cosa bella della mia vita, ma in realtà amo
molto di più struccarmi, mettermi un vestito qualsiasi, prendere
la metropolitana ed andare al supermercato a fare la spesa,
essere insomma invisibile, normale". Così Julianne Moore, 65
anni, attrice statunitense premio Oscar nel 2017 per 'Still
Alice', alla Festa di Roma per presentare 'The Debut. La grande
occasione' di Jesse Eisenberg e ricevere stasera il premio alla
carriera.
Nel film, in sala dal 1 gennaio con I Wonder Pictures e
Unipol Biografilm Collection, e ambientato negli anni '90, Moore
è Mona Friedman, una casalinga del New Jersey che decide di
partecipare alle audizioni per una produzione teatrale locale,
incentrata sugli stravaganti abitanti di un condominio
fatiscente. Una persona invisibile a marito (Patrick Fabian) e
figli che la considerano solo una donna che fa le pulizie. Mona
però troverà la sua libertà entrando nel cast di un musical di
seconda fascia dove incontrerà Jerry (Paul Giamatti), regista
molto carismatico almeno tra questi attori dilettanti. Sarà lui
a maltrattarla fino al punto da tirar fuori tutto quello che c'è
di buono in lei.
"Non è mai troppo tardi o troppo presto per ritrovare se
stessi - dice l'attrice a Roma - e devo ringraziare Eisenberg
per aver fatto rappresentare una sua esperienza giovanile a una
donna di mezza età come me". E ancora Julianne Moore: "Lui mi ha
fatto un gran regalo con questo doppio ruolo. Sapevo infatti che
Mona si sarebbe trasformata insieme al personaggio che
interpreta, Miss Danielle. Inizia infatti come un'ameba, per poi
diventare un donna completa e forte. Mona, insomma, cresce e a
un certo punto riesce ad entrare nel suo personaggio, un
processo che conosco molto bene. È quel momento in cui ti
ritrovi a dire: 'Oh, mio Dio, l'ho trovato! Ho trovato il suo
modo di camminare, la parrucca giusta, il tono di voce adatto!'.
Si tratta infatti di capire come costruire qualcosa,
assemblandolo a partire dalla propria immaginazione".
Confessa Eisenberg : "Ho costruito il personaggio di Mona
partendo dalla mia esperienza di bambino timido e isolato, che
nel teatro amatoriale aveva trovato un luogo nel quale sentirsi
accolto".
Per Julianne Moore l'incontro con la sceneggiatura del film è
stato folgorante. "La prima volta che l'ho letta ho dovuto
alzarmi e camminare attorno al tavolo della sala da pranzo per
riprendere fiato. Non riuscivo a credere che mi fosse stata data
questa opportunità". Eisenberg ammette di aver scritto pensando
subito a lei: "Ho immaginato la voce di Julianne, il suo corpo,
il suo volto in ogni singola pagina".
Sui toni del film, tra reale e fantastico, spiega il regista:
"Innanzitutto The Debut è ambientato nel mondo di un community
theatre che spesso è già per se stesso surreale, una cosa che mi
permetteva di accentuare i toni. Così le regole sul set, date a
direttore della fotografia, scenografo, costumista e montatore,
erano: il film deve rispecchiare le sensazioni di Mona. Se lei
è felice e si sente benvenuta, a quel punto il mondo è più bello
e deve essere, per esempio, pieno di frutti, fiori e colori. Se
invece ha paura, la città diventa brutta. Volevo raccontare una
storia davvero soggettiva che arrivasse a tutti".
Nel cast del film, prodotto da A24, anche Halle Bailey (La
Sirenetta, Il colore Viola) e lo stesso Jesse Eisenberg.
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