Si celebra fra un mese l'anniversario

della nascita di Carlo Collodi, lo scrittore italiano più

tradotto al mondo che vedeva la luce duecento anni fa a Firenze

il 24 novembre 1826. Il suo vero nome era Carlo Lorenzini, ma

adottò lo pseudonimo di "Collodi" dal nome del paese natale

della madre (Angiolina Orzali), in provincia di Pistoia. Con lo

pseudonimo è conosciuto come autore delle 'Avventure di

Pinocchio', divenute icona dell'immaginario e con un numero

totale di lingue in cui è stata tradotta la storia del burattino

più amato al mondo pari a 260. Per celebrare Collodi l'editore

fiorentino Giunti ripubblica un suo piccolo capolavoro 'Pipì, lo

scimmiottino color di rosa' e lo fa in occasione della Festa

nazionale delle Librerie in programma sabato 24 ottobre, a un

mese esatto dalla ricorrenza dei 200 anni dalla nascita

dell'autore fiorentino.

La festa nazionale delle librerie, dal titolo

80VogliaDiLibri, è promossa da Ali, l'Associazione Librai

Italiani, per celebrare i suoi 80 anni e il ruolo delle librerie

come luoghi di incontro, relazione e scoperta.

Pipì, lo scimmiottino color di rosa (12, 90 euro, 128

pagine,), uscito quattro anni dopo Pinocchio e, ancora, rivolto

al pubblico dei giovani lettori, torna quindi in libreria il 24

ottobre proponendo il lungo racconto sul più piccolo di cinque

fratellini scimmia che vivono nel bosco meraviglioso di Vattel'a

pesca. A differenza dei fratelli, che hanno il pelo marrone,

Pipì è ricoperto da un manto rosa-vermiglio (nell'idioma dei

primati significa appunto "color di rosa"). È dotato di un

"musino vispo e intelligente", scrive Collodi. È poco rispettoso

delle regole, divertente e molto, molto intelligente. La sua più

grande passione: scimmiottare tutto quello che vede fare agli

uomini (gli effetti comici sono molteplici e non sono passati di

moda). Il libro sarà disponibile in anteprima per tutti i

clienti delle librerie Giunti al Punto.

La nuova edizione è completata da un racconto del comico

Fabrizio Biggio e da una recensione che scrisse Pietro Citati.

La copertina d'autore è firmata da Sergio Olivotti, Premio

Andersen 2025. Il ritorno in libreria di questo piccolo classico

dimenticato è l'inizio di una serie di iniziative che l'editore

fiorentino mette in cantiere per celebrare un autore la cui

fortuna non ha pari al mondo.

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