Apparizione a sorpresa del principe
William, erede al trono britannico, sui divani di un
popolarissmo talk-show della Bbc, il Graham Norton Show,
dedicato al cinema e allo spettacolo e animato negli anni da una
schiera di celebrity.
Ospite con altri di Graham Norton, il primogenito di re Carlo
III e della defunta principessa Diana non si è sottratto
all'abituale clima rilassato e autoironico di una trasmissione
mai frequentata in passato dai membri di casa Windsor, ad
eccezione di un'intervista di diversi anni fa a Sarah Ferguson,
già consorte dell'ex principe Andrea suo zio (ora in disgrazia
per lo scandalo Epstein). William ha parlato ella prossima
edizione dell'Eartshot Prize, riconoscimento internazionale da
lui stesso patrocinato - sulle tracce della pionieristiche
campagne ecologiste di suo padre - e destinato ai promotori di
progetti di tutela dell'ambiente in giro per il mondo; ma ha
anche toccato temi leggeri, fra battute e risate.
Seduto sul tradizionale sofà rosso del programma tv accanto
alle attrici Cate Blanchett e Hannah Waddingham e
all'ambientalista Robert Irwin, coinvolti nella cerimonia di
consegna dei premi Eartshot 2026 in programma a Mumbai, in
India, il 17 novembre, il principe di Galles ha evitato il
minimo riferimento a scandali o crisi di famiglia. Mentre non
gli è stata posta alcuna domanda sul suo gelo verso il fratello
minore Harry, dopo che è stato indicato dai tabloid come
ostacolo chiave alle profferte di "riconciliazione" rilanciate
di recente dal principe cadetto ribelle non solo nei confronti
del padre, ma di tutta la royal family.
Norton lo ha invece interpellato sui suoi sogni di gioventù e
sui suoi gusti cinematografici. Riguardo ai primi, William ha
confessato di aver fantasticato da bambino d'entrare in polizia.
"Penso che sarei stato un buon poliziotto", ha poi scherzato. Da
ragazzo, ha quindi aggiunto, "ho avuto anche una fase in cui
volevo essere dj, ma non ero un granché bravo". Quanto al
cinema, il futuro re ha infine rivelato d'essere "un grande fan"
del regista Christopher Nolan, in particolare della sua trilogia
su Batman: film che ha definito "psicologicamente oscuri e
profondi".
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