(di Giulia Bertollini)
Più ambizione, più potere e una linea
morale sempre più sottile. La seconda stagione di The Gentlemen,
la serie Netflix creata da Guy Ritchie, arriva su Netflix dal 3
settembre con nuovi episodi e porta Eddie Horniman e Susie Glass
oltre i confini britannici, sulle rive del Lago Maggiore, ma
soprattutto li spinge più in profondità nel mondo che hanno
scelto di abitare. Al centro non c'è soltanto l'espansione di un
impero criminale, ma la domanda su quanto si possa desiderare il
potere senza esserne divorati.
"Una delle idee fondamentali di The Gentlemen è la differenza
tra un'identità che ti viene data e una che ti costruisci da
solo. L'eredità, per sua natura, ti vincola a qualcosa che hai
ricevuto da qualcun altro. Per questo ci interessava esplorare
cosa significa liberarsi da quel peso e provare ad
autogenerarsi, a costruire una propria identità e un proprio
potere". È un tema che attraversa entrambi i protagonisti.
Eddie, erede di una grande famiglia aristocratica, aveva
iniziato la prima stagione cercando di proteggere i suoi cari e
salvare la tenuta dalla rovina. Ora, invece, sta imparando a
costruire da solo la propria posizione nel mondo criminale. E il
prezzo di questa trasformazione, secondo Theo James, potrebbe
essere la perdita di una parte di sé. Nella seconda stagione
Eddie comincia a scoprire quanto possa essere utile la violenza
per raggiungere i propri obiettivi. "Mi interessava esplorare
proprio questo cambiamento: le scelte che fa lo portano
progressivamente a perdere una parte della sua empatia e a
diventare più insensibile alle conseguenze delle proprie azioni.
È un percorso che lo allontana sempre di più dal ragazzo che
avevamo conosciuto all'inizio della prima stagione e lo avvicina
a qualcosa di molto più oscuro, pericoloso e, forse, diabolico",
racconta l'attore.
Accanto a lui c'è Susie Glass, interpretata da Kaya
Scodelario, altrettanto ambiziosa ma ancora legata all'impero
familiare del padre Bobby. Il rapporto tra i due protagonisti
rimane uno degli elementi centrali della serie: "Eddie e Susie
continuano ad avere ambizioni personali, che non coincidono
necessariamente. È proprio questa differenza a creare tensione
tra loro. Susie vede Eddie come una risorsa preziosa, qualcuno
che ha visto crescere e trasformarsi, e proprio per questo sente
di doverlo tenere sotto controllo. Allo stesso tempo, si
interroga sul proprio ruolo nel cambiamento di Eddie e prova un
certo senso di colpa per ciò che ha contribuito a far emergere
in lui", spiega Scodelario.
Nella seconda stagione, l'Italia non è soltanto lo sfondo
della seconda stagione, ma diventa parte integrante del
racconto. A favorire l'immersione nel mondo italiano è stata
anche un'altra produzione Netflix. "Siamo stati fortunati perché
Moonage Pictures aveva già lavorato a Il Gattopardo per Netflix
Italia", racconta Matthew Read. "Mentre sviluppavamo la seconda
stagione eravamo quindi immersi nel mondo di Lampedusa, che
naturalmente racconta l'aristocrazia italiana. Questo ci ha
permesso di avere già dei contatti e una troupe che conosceva
quel mondo".
Proprio da quell'esperienza è arrivata anche la
collaborazione con Benedetta Porcaroli, entrata nel cast di The
Gentlemen assieme a Michele Morrone e Sergio Castellitto. Tra le
principali ispirazioni, il cinema di Paolo Sorrentino e in
particolare La Grande Bellezza: "Il suo approccio alla cultura
italiana è stato una chiave d'accesso molto utile per quello che
volevamo fare", ha spiegato Ritchie. La sfida, dopo il successo
della prima stagione, era riuscire a sorprendere senza tradire
l'identità della serie. "La difficoltà era trovare il giusto
equilibrio: dare qualcosa di nuovo e provocatorio, senza perdere
gli elementi familiari che fanno sentire il pubblico ancora
dentro The Gentlemen".
E per il futuro della serie, Matthew Read indica una
direzione precisa: "La sfida sarà sempre cercare di fare
qualcosa di meglio, andare più in profondità ed espandere il
mondo in nuove direzioni".
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