Ci sono piloti che appartengono alla
storia della Formula 1 e altri che, con il tempo, diventano
parte della cultura popolare. Michael Schumacher va oltre lo
sport e il Gran Premio d'Italia 2026 lo dimostra con una serie
di iniziative che, a trent'anni dal suo arrivo in Ferrari e
dalla sua prima vittoria a Monza in rosso, hanno riportato il
volto e i simboli del Kaiser al centro della scena.
Il tributo più visibile è arrivato in pista, con la livrea e
le uniformi dedicate dalla Ferrari e in particolare da Charles
Leclerc. Il suo casco richiama in maniera evidente quello
utilizzato da Schumacher: rosso acceso, colori della bandiera
tedesca e, soprattutto, le sette stelle, già presenti sul muso
della Rossa. Un omaggio personale, ma anche il segno di quanto
l'eredità di Schumacher continui a vivere nella Scuderia.
A Monza Netflix presenta il trailer di 'Schumacher '94: la
nascita di una leggenda'. Il documentario sarà disponibile dal 2
ottobre e racconterà una delle annate più intense e controverse
della sua carriera, con il primo Mondiale vinto sulla Benetton
dopo uno scontro con Damon Hill in Australia all'ultima gara in
un campionato funestato dalla morte di Roland Ratzenberger e
Ayrton Senna.
A Milano, invece, Schumacher diventa materia da costruzione.
All'Arco della Pace, Lego porta una grande celebrazione dedicata
alla Formula 1 e alla Ferrari F2004, accompagnata da un mosaico
realizzato con circa 85 mila mattoncini. E poi c'è la storia
vera, quella fatta di fibra di carbonio, gomme e motori. Nella
sede dell'Aci Milano è esposta fino all'8 settembre la Ferrari
F399 del 1999: una monoposto che non vinse il titolo piloti
probabilmente solo a causa dell'incidente di Schumacher a
Silverstone ma che riportò a Maranello il Mondiale costruttore
dopo 16 anni. Casco, documentario, mattoncini e una monoposto
vera: il Kaiser, sulle cui condizioni di salute - per volontà
della famiglia - vige il massimo riserbo dopo l'incidente sugli
sci nel 2013, non è soltanto un ricordo.
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