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(di Laura Valentini)

PILAR QUINTANA, 'NOTTE NERA' (LA

TARTARUGA, PP 224, 20 EURO) - Una donna rimane sola nella selva

amazzonica per quattro giorni, il suo compagno con cui ha

condiviso il sogno di una vita immersa nella giungla è andato

via con la promessa di tornare, ma lei non sa se crederci mentre

la luce diminuisce e sta arrivando quella che si annuncia come

la notte più scura. E' la situazione limite in cui si trova, per

propria scelta, Rosa, protagonista dell'ultimo romanzo di Pilar

Quintana, 'Notte nera' tradotto da Elisa Tramontin. Maestra

nell'indagine psicologica che prende le mosse da un confronto

con la natura, la scrittrice colombiana, classe 1972,

ammiratrice dichiarata di scrittori quali Joseph Conrad e Ernest

Hemingway, mette spesso le sue protagoniste di fronte a paesaggi

assoluti che ispirano un ripiegamento interiore: avviene così

anche in Gli abissi, con picchi e vette da capogiro non lontani

da Cali, e nel romanzo che l'ha fatta conoscere al grande

pubblico La cagna dove Damaris è alle prese con un ambiente

ostile, quello di un villaggio sulla costa. In Notte nera Rosa

ha pochi vicini che vede raramente, sono tutti uomini e le

ispirano diffidenza: mentre più reali e concreti sono i suoni

della foresta e degli animali che la abitano mentre pensieri

ossessivi su minacce vere o immaginate iniziano a dominare la

sua mente. Ed ecco che tiene al suo fianco un machete e un

coltello, poi pero' ha pena di un pipistrello che pende dal suo

tetto e che vorrebbe allontanare ma non uccidere. Sola tra gli

abitanti della foresta e sotto acquazzoni che minacciano di

allagare quella che ancora è più una capanna che una casa, più

di tutto Rosa inizia a riflettere compulsivamente sul passato,

in particolare su un antico fidanzato dalla doppia vita, con

sullo sfondo le azioni della guerriglia in Colombia. E poi la

sua vita familiare, trascorsa insieme a due donne, la mamma e la

nonna, con l'ombra di un personaggio maschile, il dottore, a cui

sua madre è legata dal lavoro e non solo. Pur riuscendo a

dominare il paesaggio brutale che le circonda, Rosa è sempre più

presa da questa introspezione con il passato e il presente che

si mescolano in giornate scandite dalla necessità di nutrirsi ed

essere al sicuro.

Il romanzo si svolge nel corso di quattro giorni in cui la

protagonista sembra passare dalla selva esteriore a quella

interiore, perché nel racconto c'è anche uno studio profondo su

cosa significhi la solitudine, e sulla tenacia del nemico che

ognuno di noi ospita dentro di sé. Con echi che vanno da Conrad

ad Edgar Allan Poe, Quintana scrive un nuovo viaggio nel cuore

delle tenebre, dove la sopravvivenza viene prima di tutto.

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