Mobilitazione pacifica ma
partecipata in Alto Adige e Trentino per la giornata di venerdì
30 ottobre, con cortei e presidi che hanno attraversato i centri
storici di Bolzano e Trento senza registrare momenti di tensione
o problemi di ordine pubblico.
A Bolzano circa 500 persone, tra studenti e adulti, si sono
date appuntamento in Piazza Mazzini per poi sfilare tra le vie
della città. Tanti i messaggi affidati a cartelli e striscioni,
diretti sia al mondo dell'istruzione che ai temi della politica
estera e dell'attualità: "Soldi alla scuola, non alla guerra",
"L'educazione va data, non guadagnata" e "Oggi non interrogo,
protesto! Docenti con lo studente". Non sono mancati i manifesti
di contestazione verso il mondo politico: esposte le immagini di
diversi esponenti, da Meloni a Schlein, coperte da impronte di
mani 'insanguinate' e accompagnate dalla scritta "Complici".
A Trento la protesta si è articolata in due diversi
appuntamenti nell'arco della mattinata. Il corteo studentesco
più numeroso ha visto sfilare circa 1.500 ragazzi lungo le vie
cittadine, fino a raggiungere la sede dell'Assessorato
provinciale all'Istruzione. Contestualmente, si è svolto un
secondo presidio promosso da Cub Trento e Sbm sotto il
Commissariato del Governo per contestare quella che i promotori
hanno definito "l'economia della guerra": circa 150 le persone
che hanno poi proseguito in corteo per la città. Le due
manifestazioni a Trento non si sono incrociate. Entrambi i
cortei nelle due Province, costantemente aperti e chiusi dai
presidi delle forze dell'ordine, si sono svolti in modo regolare
senza causare particolari disagi alla circolazione.
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