(di Alessandra Baldini)

Kehinde Wiley si è offerto di

comprare un suo dipinto donato all'ambasciata Usa nella

Repubblica Dominicana e che il Dipartimento di Stato intende

vendere perché "troppo woke". Il ritrattista di Barack Obama si

è fatto avanti in una lettera aperta al presidente Donald Trump

e al segretario di Stato Marco Rubio diffusa su Instagram dal

suo gallerista Sean Kelly.

"Se l'amministrazione ha deciso che non lo vuole più esporre,

lo voglio ricomprare", ha detto Wiley, celebre per i ritratti di

persone afro-americane rappresentati come i soggetti dei quadri

dei Grandi Maestri del Rinascimento e del Barocco.

"Avevo creato questo quadro per un luogo particolare e con

uno scopo specifico. Ho passato due anni a studiare artisti

dominicani e ho lavorato con giovani artisti a Santo Domingo per

realizzarlo. L'idea era semplice. Che un'ambasciata americana

potesse essere un luogo dove la gente vede qualcosa di sé e dove

l'arte possa creare una connessione tra il nostro Paese e il

loro. Questo era il messaggio storico del programma Art in the

Embassies e il ruolo che gli artisti possono avere nella

diplomazia culturale", ha scritto l'artista.

Il quadro in questione, Young Artists After Siamesas, era

stato commissionato a Wiley nel 2013. È stato rimosso in agosto

dall'atrio dell'ambasciata dopo esser stato deriso come

"esteticamente spaventoso" dalla direttrice del programma Art in

the Embassies Erin Scavino, ex concorrente di The Apprentice e

moglie del consigliere di Trump Dan Scavino, mentre

l'ambasciatrice Usa a Santo Domingo, Leah Campos, lo aveva

erroneamente descritto come "un picnic tra lesbiche". Per Wiley

sono tutte scuse: "Il vero elefante nell'armadio sono io. Sono

stato il ritrattista di Obama".

La polemica sul quadro arriva mentre Wiley si sta preparando

per la prima grande mostra negli Usa dopo anni di assenza

seguiti ad accuse nel 2024 di molestie sessuali da lui smentite.

Due musei all'epoca avevano cancellato retrospettive

dell'artista che ora, dal 6 novembre, torna al centro di una

rassegna nella galleria di Kelly a Manhattan, in cui saranno

esposti ritratti di persone della strada incontrate dall'artista

a New York: la speranza è che al centro ci sia Young Artists

After Siamesas.

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