Il Mao Museo d'Arte Orientale di
Torino e la Fondazione Torino Musei portano dal 5 settembre il
progetto espositivo internazionale "Adapted Sceneries. Second
Chapter: from Turin to Gwangju", alla Galleria 6 del Gwangju
Museum of Art, tra i principali musei di arte contemporanea
della Corea del Sud. La mostra, realizzata con il supporto della
Città di Torino, rappresenta un nuovo capitolo del dialogo
culturale avviato tra Torino e Gwangju nell'ambito del Patto di
collaborazione siglato dalle due città nel 2024 e conferma la
vocazione internazionale della Fondazione Torino Musei.
Il progetto, a cura di Davide Quadrio e Anna Musini con il
contributo dello studio di architettura di Torino Brh+, nasce
come prosecuzione della mostra "Adapted Sceneries", ospitata al
Mao nel 2025 con opere provenienti dalle collezioni del museo di
Gwangju. Il nuovo capitolo compie il percorso inverso, portando
in Corea una riflessione sulla storia artistica, culturale e
socio-politica di Torino e del Piemonte dagli anni Sessanta a
oggi.
Il percorso si sviluppa attorno a quattro nuclei principali.
Al centro è il progetto di Roberto Gabetti e Aimaro Oreglia
d'Isola per Talponia, il celebre complesso residenziale
realizzato a Ivrea per dipendenti e ricercatori Olivetti,
esempio significativo dell'utopia industriale italiana del
secondo Novecento. La sezione presenta riedizioni degli arredi
originali, fotografie di Gianni Berengo Gardin e materiali
dell'Archivio Gabetti e Isola, raccontando il rapporto tra
architettura, lavoro e qualità della vita nell'esperienza
industriale e culturale di Ivrea, oggi sito Unesco.
Il tema del paesaggio prosegue con "U.", performance
musicale di Alessandro Sciarroni, Leone d'Oro alla carriera per
la danza alla Biennale di Venezia 2019, e con una proiezione
dell'ultimo canto dell'opera "Cantico".
La mostra propone inoltre i video della serie "Ephemeris" di
Giuseppe Penone, figura centrale dell'Arte Povera, che esplorano
il rapporto tra corpo, materia e natura attraverso il gesto
creativo dell'artista. Completa il progetto una nuova
composizione sonora commissionata a Caterina Barbieri,
compositrice di rilievo internazionale, pensata per offrire al
pubblico un'esperienza immersiva e intima e per indagare
memoria, tempo e percezione.
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