"Sono un po' stanco, debole, ma molto

determinato. Domani mi farò vedere da un medico". Lo spiega il

segretario di Più Europa, Riccardo Magi, al quinto giorno di

sciopero della fame "per chiedere di cambiare la legge

elettorale, in particolare la norma che impone la

quadruplicazione delle firme necessarie per presentare una lista

alle elezioni, una vera e propria barriera antidemocratica". "Il

mio obiettivo - spiega Magi - è di smuovere le coscienze del

governo e della maggioranza. Fino all'ultimo mi aspetto un

ripensamento, un impegno a cambiare questo testo. Cosa

cambierebbe se domani decidessero di fare una modifica, di

rimandare la legge elettorale al Senato e di approvarla, invece

che entro la settima, entro la fine del mese? Non è un decreto

in scadenza. Trovino loro il modo, scelgano loro il modo di

cambiare questa norma che è uno schifo, che non è accettabile".

Lo sciopero della fame risponde alla "necessità di segnalare,

con tutti gli strumenti possibili della nonviolenza, che sta

accadendo qualcosa di straordinariamente grave. La legge

elettorale nel complesso è una schifezza. Ma c'è un aspetto

particolarmente odioso: la chiusura all'accesso alle elezioni.

E' un modo violento di esercitare il potere. Questo significa

chiudere la democrazia ed è un problema per i cittadini, non per

i partiti. I cittadini hanno diritto di sostenere i partiti, e

devono poterlo fare con gli stessi strumenti con cui firmano un

referendum, quindi anche con la firma digitale, con lo Spid. E

hanno diritto a un'offerta politica ampia". Per Magi è falso

l'allarme sulla proliferazione delle liste: "Nel 2022 abbiamo

toccato il minimo storico di ammessi alle elezioni: 23. Solo nel

1976 erano meno: 21".

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