Dal museo e Real Bosco di

Capodimonte è arrivata a Milano l'imponente Annunciazione di

Artemisia Gentileschi, prima tela realizzata dall'artista quando

giunse a Napoli nel 1630, che sarà esposta al museo Diocesano

Carlo Maria Martini fino al 31 gennaio. È infatti questa tela di

oltre due metri e mezzo, opera della maturità della pittrice

caravaggesca, la protagonista della diciottesima edizione del

'Capolavoro per Milano' del museo che quest'anno compie 25 anni

e festeggia fra l'altro anche con una giornata speciale a

ingresso gratuito il prossimo 5 novembre.

"Attraverso un lento percorso che ogni anno invita a

contemplare l'opera sia sotto il profilo storico-artistico sia

spirituale, i visitatori potranno ammirare questo straordinario

capolavoro di Artemisia Gentileschi, che ci aiuta a entrare nel

mistero dell'Incarnazione", ha spiegato la direttrice del museo

Diocesano Nadia Righi, che è curatrice dell'esposizione con

Mario Epifani

La collaborazione con il museo Capodimonte (da cui

provenivano altri capolavori per Milano come l'Annunciazione di

Tiziano nel 2021 e la Crocifissione del Masaccio nel 2023)

"offre la possibilità di ammirare uno dei capolavori della

'pittora' - ha osservato Epifani del Museo e Real Bosco di

Capodimonte - in una città le cui collezioni pubbliche non

possiedono opere della più celebre artista donna del Seicento,

apprezzata già dai contemporanei per la sua capacità di fondere

il naturalismo caravaggesco con un impeto e una preziosità

pienamente barocchi".

L'esposizione è completata da un video che mostra i risultati

degli esami diagnostici che sono stati fatti sul dipinto grazie

alla collaborazione con fondazione Bracco che della mostra è

main partner. "Siamo main partner nel modo a noi più congeniale:

affiancando all'opera esposta una campagna di analisi

diagnostiche che permette ai visitatori una comprensione più

ricca e consapevole del capolavoro di Artemisia Gentileschi - ha

spiegato la presidente della Fondazione Diana Bracco -. Da

sempre, infatti, crediamo nel binomio vincente tra arte e

scienza: il nostro progetto Art from Inside è stato il primo in

Italia a far dialogare ricerca scientifica e patrimonio

artistico" e l'imaging diagnostico "applicato all'arte permette

di accedere a livelli di lettura altrimenti invisibili -

materiali, tecniche, ripensamenti, stratificazioni, tracce del

processo creativo - trasformando l'analisi in un'esperienza di

conoscenza e di alta narrazione, in cui la trama visibile e

quella invisibile si illuminano reciprocamente".

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