Uno squalo mako, femmina, di circa
2,5 metri è stato catturato dal campione di pesca livornese
Marco Volpi alle secche della Memoria, sei miglia davanti al
porto di Livorno, ma l'esemplare poi si è liberato da solo
tranciando il finale della lenza. La vicenda viene riportata
stamani da Il Tirreno.
Volpi stava effettuando una traina a ricciole quando all'amo
si è agganciato questa tipologia di squalo, che può attaccare
l'uomo. "Vi posso dire che è stata un'esperienza incredibile -
scrive Volpi su Facebook - Mai e poi mai avrei pensato di
allamare una grossa femmina di squalo mako nei pressi delle
secche della Meloria. Ho stimato che fosse un pesce lungo dai
2,30 ai 2,50 metri e del peso di 120 chili".
Lo squalo mako, come spiega Volpi, è il più veloce tra gli
squali, raggiunge i 70 chilometri all'ora di velocità, arriva a
raggiungere la lunghezza di 3,5 metri e i 500 chili di peso.
Volpi racconta la lotta, 50 minuti per portare il pesce sotto
barca, con questa inaspettata cattura. "Durante il combattimento
è saltato ben tre volte fuori dall'acqua, balzi di oltre due
metri, mi sembrava di stare in un film", racconta, e la
preoccupazione di liberarla senza arrecarle ancora più stress.
Alla fine si è liberata da sola con una capriola tranciando il
finale della lenza.
"La domanda - si chiede Volpi - è: cosa ci faceva una grossa
femmina di squalo mako a Livorno e così vicino alla costa? Forse
il surriscaldamento del mare? O la ormai scarsità di pesce
azzurro, dovuto alla pressione della pesca professionale? Tutte
domande che non avranno mai una risposta, quello che è certo che
era lì, su un fondale di 22 metri a circa un miglio a sud dal
faro e dalla torre della Meloria".
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