Forza Italia "è un partito unito" assicura Antonio Tajani, soffiando per spegnerlo sul fuoco di micce e polemiche accese di tanto in tanto anche dall'interno del partito. E spetta a lui, come segretario, il ruolo di "garante della linea politica", direzione peraltro "riemersa anche dalla tre giorni di Milano", chiarisce il leader degli azzurri. Nessuna capriola politica in vista dunque, nè tantomeno voli pindarici come l'ipotesi di primarie per la scelta della prossima leadership degli azzurri: "Non ho mai pronunciato la parola primarie", sottolinea il segretario di Fi. Che aggiunge: "Si discute sempre, il problema è la linea politica: Sul resto non ci sono mai problemi, siamo uniti ragazzi, mi dispiace, facciamo soffrire la sinistra".

Avanti tutta è il messaggio che Tajani ha consegnato anche a Renato Schifani, col quale nei giorni scorsi aveva avuto una telefonata dai toni accesi quando il governatore della Sicilia, contestando le considerazioni del commissario del partito nell'isola Nino Minardo, aveva persino pensato alle dimissioni per il dietro front sulla sua ricandidatura per il bis. Tajani ha incontrato Schifani alla Farnesina, confermandogli la fiducia e l'apprezzamento per il lavoro svolto, in particolare per il risanamento dei conti pubblici siciliani. E lo ha invitato a portare avanti il programma e l'attività di governo. Nessun riferimento al bis né alle dimissioni sarebbe stato fatto come trapelato alla fine del faccia a faccia ritenuto "sereno e cordiale" durante il quale è stata fatta "un'ampia disamina delle principali questioni politiche regionali e nazionali", versione condivisa da Fi e dalla Presidenza della Regione.

Il governatore "ha ringraziato il segretario per la fiducia e l'apprezzamento espressi" e ha concordato con Tajani "di aggiornarsi in un successivo incontro, non previsto nell'immediato". Poi a Palazzo Giustiniani Schifani ha incrociato il presidente del Senato Ignazio Russa, per un breve colloquio. Al di là delle tensioni interne a Fi, Schifani vorrebbe andare avanti fino alla scadenza naturale del mandato, per andare a votare a ottobre del 2027 e senza election day, in caso di voto anticipato alle politiche, per potere portare in stato avanzato alcune opere come termovalorizzatori e polo pediatrico di Palermo.

Rimane invece il gelo tra il governatore e il commissario del partito in Sicilia. Non solo alla Farnesina non c'è stato l'incontro a tre ipotizzato qualche giorno fa, bensì due bilaterali, ma tra Schifani e Minardo nemmeno l'accenno di un saluto.

Finito il confronto con il presidente della Regione siciliana, il segretario Tajani ha ricevuto Minardo esortandolo "a proseguire l'opera di rinnovamento del partito che ha già avviato, con liste competitive nelle prossime elezioni amministrative e politiche, aperte alla società civile inserendo anche volti nuovi con l'obiettivo di rafforzare e confermare Forza Italia come primo partito in Sicilia". "Incoraggiamento che ci da' ulteriore forza e responsabilità", il commento di Minardo, che insiste su un "percorso necessario, che guarda al futuro, valorizza quanto di buono è stato fatto e punta ad aprire il partito a nuove energie e protagonisti". Quindi il richiamo al governatore: "Abbiamo ribadito più volte, il governo regionale guidato da Renato Schifani deve proseguire nella propria azione nel rispetto degli impegni assunti con i siciliani".

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