Messaggi razzisti, riferimenti alla violenza e contenuti riconducibili all'estrema destra radicale: è il contenuto di alcune frasi comparse nella chat WhatsApp "2B" di un gruppo scolastico, al centro degli accertamenti che hanno portato all'arresto di un 19enne del Pavese, trovato in possesso di armi da fuoco e materiale neonazista. Il giovane, vicino ad ambienti skinhead radicali, è indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
L'indagine è nata dagli approfondimenti sul caso di un altro estremista pavese, arrestato lo scorso aprile perché ritenuto amministratore della chat "Terza Posizione". Nel decreto di perquisizione, un messaggio razzista è accompagnato da un'immagine di Adolf Hitler con la scritta "Alle docce!", in riferimento ai campi di sterminio nazisti. A proposito di un'altra persona, insultata con un termine omofobo, avrebbe scritto: "Dimmi che è di Pavia che domani lo vado a prendere", aggiungendo, dopo aver saputo che si trattava di una persona transgender, "Un motivo in più per massacrarlo". Nel decreto è riportato anche un messaggio dedicato a un attivista neonazista russo morto in carcere: accanto alla sua fotografia il giovane avrebbe scritto "È morto un uomo non la sua idea".
Sul profilo social a lui attribuito sono state inoltre individuate pubblicazioni con riferimenti alla simbologia fascista e nazista e immagini di armi da fuoco. Gli approfondimenti sono partiti dall'analisi del dispositivo sequestrato nell'inchiesta coordinata dal pm Alessandro Gobbis, che il 22 aprile aveva portato all'arresto di un altro estremista pavese, ritenuto amministratore della chat "Terza Posizione" e indagato per la promozione di un'associazione con finalità di discriminazione razziale, propaganda e istigazione a delinquere, aggravate dall'apologia della Shoah. La perquisizione della Digos di Milano, con il supporto di quella di Pavia, ha portato al sequestro di due pistole, un fucile automatico, diverse armi bianche, tra cui sciabole, coltelli e pugnali, e altri oggetti atti a offendere. In camera da letto sono stati trovati anche bandiere con svastiche, simboli delle SS e materiale propagandistico con riproduzioni e manuali di Hitler e Mussolini. Il 19enne è stato portato nel carcere di Voghera, su disposizione della Procura di Pavia, in attesa della convalida dell'arresto.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

