A dieci anni dall'omicidio, arriva l'ora della verità processuale per la morte di Giulio Regeni, avvenuta al Cairo nel gennaio del 2016 per mano - stando all'accusa - di quattro appartenenti ai servizi segreti egiziani. Dopo diversi stop ai processi, è attesa infatti lunedì la sentenza della Corte di Assise di Roma.

Ecco le principali tappe della vicenda.

25 gennaio 2016 - Si perdono le tracce di Giulio: il giovane ricercatore, dottorando a Cambridge, 'sparisce' nei pressi di piazza Tahir, al Cairo.

3 febbraio 2016 - Il suo cadavere viene ritrovato sulla strada che collega il Cairo ad Alessandria d'Egitto. Sul corpo segni di tortura: lividi, fratture, ferite, bruciature.

4 febbraio 2016 - Il direttore dell'Amministrazione generale delle indagini, Khaled Shalabi, esclude un'azione violenta e la presenza di colpi di armi da fuoco o da taglio: si indaga per incidente stradale. Viene eseguita l'autopsia. La procura di Roma apre un fascicolo.

7 febbraio 2016 - La salma arriva in Italia, viene fatta una nuova autopsia che certifica le torture. Il Cairo intanto cambia versione di giorno in giorno, in quello che appare un depistaggio: si va dall'omicidio a sfondo omosessuale all'uccisione per mano di spie dei Fratelli Musulmani.

14 aprile 2016 - La procura di Roma invia alle autorità egiziane una rogatoria e chiede di acquisire i tabulati telefonici di 13 persone, i video delle zone frequentate dal giovane e una serie di testimonianze. Il 5 maggio arrivano alcuni tabulati.

4 agosto 2016 - Emerge che Mohamed Abdallah, capo del sindacato ambulanti su cui Regeni stava facendo una ricerca, aveva segnalato ai servizi egiziani l'attività di Giulio. A dicembre si saprà che era stato lui a denunciarlo.

9 settembre 2016 - Vertice a Roma tra magistrati egiziani e italiani. L'Egitto ammette: Regeni era sorvegliato, c'è l'impegno a consegnare tutta la documentazione.

4 dicembre 2018 - La procura di Roma iscrive nel registro degli indagati cinque uomini, membri dei servizi segreti civili e della polizia investigativa egiziani, per concorso in sequestro di persona.

30 novembre 2020 - Si rompe il rapporto di collaborazione tra i magistrati italiani e quelli egiziani.

25 maggio 2021 - Il gup della Capitale dispone il giudizio per quattro 007 imputati, accusati di aver sequestrato, torturato e ucciso Regeni.

14 ottobre 2021 - La III Corte d'Assise rinvia il procedimento davanti al gup. La decisione è legata all'assenza in aula degli imputati.

3 aprile 2023 - La procura di Roma chiede al gup di investire la Consulta per superare la "stasi" del processo a carico dei quattro imputati. Poi la Corte costituzionale accoglie il ricorso del gip e sblocca l'iter giudiziario.

20 gennaio 2024 - Davanti alla prima Corte d'Assise riparte il processo. I genitori di Giulio: "Abbiamo atteso questo momento per 8 anni".

23 ottobre 2025 - Nuovo stop al processo. I giudici, accogliendo una richiesta dei difensori, inviano una nuova istanza alla Consulta relativa al diritto di difesa e alla nomina di consulenti tecnici.

30 gennaio 2026 - A pochi giorni dal decennale della scomparsa di Regeni, la Consulta accoglie la questione di Costituzionalità presentata dalle difese. Il processo davanti alla Corte di Assise di Roma può ricominciare.

23 giugno 2026 - Il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi e l'aggiunto Sergio Colaiocco chiedono un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo di reclusione nei confronti degli 007 egiziani imputati. Dopo le arringhe delle difese nelle udienze successive, la sentenza viene fissata per il 28 settembre successivo.

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