Va ai domiciliari anche un altro vigile, il sesto arrestato nell'inchiesta della Procura di Milano e condotta dalla stessa Polizia locale su una serie di arresti illegali e che vede al centro anche imputazioni di falso, peculato e calunnia. Lo ha deciso il gip di Milano Elio Sparacino, dopo gli interrogatori preventivi dei giorni scorsi, e stamani la Polizia locale ha eseguito l'ordinanza sulla misura cautelare con contestuale perquisizione e sequestro di telefoni e dispositivi, nelle indagini coordinate dal pm Giovanni Tarzia.
Cinque agenti della Locale, tra cui la ormai ex commissaria Ilenja Sabato - l'ufficiale, che si è dimessa nei giorni scorsi, ritenuta a capo del gruppo finito sotto inchiesta - erano già finiti in carcere ad agosto e poi ai domiciliari su decisione del Riesame. Poi, con il proseguimento delle indagini, investigatori e inquirenti hanno ricostruito in totale almeno otto casi di arresti illegali, in particolare per fatti di droga, contestando, a vario titolo, ben 33 imputazioni ai sei vigili. L'agente 55enne che va ai domiciliari, come aveva spiegato il suo legale Roberto Grittini, nelle tre ore di interrogatorio aveva "riconosciuto le sue sbavature e gli errori" e aveva detto, in sostanza, che "venivano assicurati alla giustizia dei pusher che dovevano essere arrestati. Anche se certamente venivano usate modalità bislacche".
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