L'incontro a Milano tra gli imprenditori italiani e Matteo Salvini testimonia "l'incipit di un ritorno dell'establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso". Sono le parole dell'ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov sull’evento che ha coinvolto il vicepremier leghista e i rappresentanti delle aziende italiane che continuano a operare in Russia.

Salvini ieri si è concesso a una pattuglia di capi azienda che lavorano sul territorio russo riuniti a Milano dal presidente di Gim Unimpresa, Vittorio Torrembini. Ha poi parlato con l’agenzia di stampa ufficiale Tass, che ha rilanciato le sue parole. Un incontro che richiama l’ambizione di restare al fianco di Mosca. Un nuovo segnale distensivo verso il Cremlino.

"Vediamo che una parte sempre più ampia dell'opinione pubblica dei Paesi dell'Europa occidentale, Italia compresa, s'interroga su quanto l'attuale linea antirussa dei rispettivi governi risponda effettivamente agli interessi degli Stati coinvolti e delle loro popolazioni", scrive Paramonov su Facebook. "Sempre più spesso lo stesso interrogativo sorge negli ambienti imprenditoriali italiani. Per esperienza diretta, gli imprenditori vedono quanto si siano ridotte le loro opportunità da quando l'Unione Europea ha, de facto, dichiarato alla Russia una guerra ibrida, di cui le sanzioni antirusse costituiscono uno dei principali strumenti. La loro applicazione", sottolinea, "ha portato alla cessazione pressoché totale della cooperazione energetica tra Russia e Italia, arrecando grave danno agli scambi commerciali bilaterali, il cui volume si è ridotto di quasi dieci volte. Non pare possibile, nel bilancio energetico italiano, sostituire i volumi di risorse energetiche a prezzi accessibili che prima giungevano dalla Russia. Né si riescono a individuare in tempi rapidi e con efficacia nuovi sbocchi per le tradizionali esportazioni italiane".

"Fino a pochissimo tempo fa, a causa della rigida linea proscrittiva adottata dal governo italiano, un dibattito aperto su questo tema era di fatto assente e la questione veniva sollevata solo occasionalmente da alcuni canali d'informazione settoriali o di opposizione", continua l'ambasciatore. "Oggi possiamo constatare che il tema dei rapporti con la Russia, nonché le conseguenze per l'economia italiana della linea antirussa di Roma sono sempre più spesso oggetto di ampio dibattito pubblico tra gli imprenditori e i rappresentanti di diverse forze e movimenti politici sia all'interno della coalizione di governo, sia nelle file dell'opposizione", aggiunge. "Sembra dunque che l'Italia stia cominciando a riprendersi e a rendersi conto di aver pagato un prezzo smisuratamente alto per partecipare alla politica antirussa di Bruxelles. Si fa sempre più strada la consapevolezza che la linea intrapresa sia stata un errore e che sarebbe opportuno cominciare a riflettere sulle modalità per ripristinare e rilanciare i rapporti economici con la Russia, avventatamente interrotti", spiega. "L'incontro a Milano tra gli imprenditori italiani e il vicepresidente del Consiglio dei ministri Matteo Salvini testimonia proprio l'incipit di un ritorno dell'establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso. Auspico che le valutazioni espresse in questa sede vengano portate all'attenzione degli altri vertici del governo italiano e dei ministri competenti", conclude l'ambasciatore.