Rispetto ai 39.351 edifici scolastici

attivi nel 2024-25, per 5.793 di essi (pari al 15%) non si

conosce il dato relativo al periodo di costruzione. I restanti

hanno in media 60 anni di età, e ben il 49% è stato costruito

prima del 1976 , cioè prima dell'entrata in vigore della

normativa antisismica. I dati arrivano dal Rapporto

Cittadinanzattiva sulla sicurezza nelle scuole presentato oggi

alla Camera.

Ben oltre la metà non possiede il certificato di agibilità

(23.218; 59%) né quello di prevenzione incendi (22.968; 58,36%).

Nel caso del collaudo statico la percentuale è inferiore,

42,09%, ma riguarda un numero considerevole di unità

strutturali, cioè di corpi dei diversi edifici (32.808).

Riguardo la presenza di amianto nelle scuole, ad oggi

ancora non esiste un censimento nazionale unico e omogeneo.

L'Inail ha preso come termine di paragone la Lombardia, una

delle pochissime regioni ad aver completato una mappatura

puntuale: qui, su 5.470 edifici scolastici censiti, 1.127 (il

20,6%) contengono materiali con amianto. Proiettando questo dato

sul totale degli istituti italiani costruiti tra gli anni '60 e

'90, prima del divieto d'uso introdotto con la Legge 257/1992,

l'Inail stima che gli edifici scolastici potenzialmente a

rischio sull'intero territorio nazionale possano essere oltre

14.000.

Il rapporto evidenzia poi che la percentuale di sistemi di

condizionamento e ventilazione nelle scuole è irrisoria: ne sono

dotate solo 4.457 pari al 7,42%, 1 su 13, con un leggero aumento

(+490) rispetto alla rilevazione precedente. Tra le regioni più

virtuose spiccano le Marche (23%). Ancora poco significativa la

presenza di impianti solari termici: solo 1.472 scuole, pari al

2,45%, ne sono dotate, anche se in aumento rispetto alle 1266

della precedente rilevazione. Investire sulla transizione

ecologica anche nelle scuole significa renderle non solo

sostenibili ma autosufficienti dal punto di vista energetico.

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